11 luglio 2013

L'importanza della rilettura

D'un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima.
Italo Calvino 


Quante volte hai invidiato l’entusiasmo di qualcuno che ha appena finito di leggere Il Signore degli Anelli per la prima volta, lo stesso tomo infinito che hai letto durante l’adolescenza con uguale entusiasmo e che ricordi con nostalgia? Quante volte ti sei chiesto cosa tuo cognato trovi in Guerra e Pace, letto dieci anni fa e mai digerito? Quante volte il tuo collega ti ha chiesto delucidazioni su un evento del nono volume del Trono di Spade o su un personaggio del decimo libro della Ruota del Tempo e tu, in attesa dell’uscita del prossimo, hai scoperto di non ricordare nemmeno quali personaggi sono ancora vivi?

Se la tua risposta a una di queste domande è "tante", complimenti: è ora che riorganizzi il tuo calendario per includere eventuali riletture. Non è un disonore, suvvia: con tutti i libri che leggi ogni anno, è fisiologico fare un po’ di confusione o dimenticare del tutto libri letti due decenni fa. Sento già le tue proteste: “Se già dieci anni fa non mi è piaciuto perché dovrei rileggerlo?”. “Se l’ho letto da ragazzina e l’ho adorato, perché correre il rischio che rileggerlo da adulta mi rovini i bei ricordi che mi ha lasciato?”. “Se con tutta probabilità la mia dipartita avverrà prima di poter leggere tutto ciò che voglio, perché sprecar tempo con le riletture?”.

La risposta a tutte queste domande è una: perché i libri cambiano, e cambiano perché cambi tu. Le parole fluiscono come l’acqua, mutano come le foglie in primavera. La devastante noia che una coppia scoppiata come Renzo e Lucia può suscitare in una liceale può trasformarsi in lacrime per una quarantenne che legga l’addio della madre di Cecilia alla figlia morta di peste. L’entusiasmo da adolescente romantico per il carnet di aforismi sciorinati ne Il piccolo principe può trasformarsi in urticante vergogna per aver tanto amato un libro del genere. C’è persino la possibilità che il tedio provocato dalle sfighe dei Malavoglia con tutti i loro lupini possa lasciare il posto a un barlume di tenerezza nei confronti del vecchio ‘Ntoni, morto di vecchiaia in un ospizio piangendo la sua casa del Nespolo. E poi vuoi mettere la malinconia del rileggere ogni 24 dicembre il buon vecchio Canto di Natale?

C’è tanto ancora da leggere, è vero, ma quando un libro che è invecchiato come un buon vino riesce a essere un carezzevole porto sicuro dalle brutture della letteratura contemporanea, come una poltrona rappezzata che si adatta perfettamente alle curve del tuo corpo, allora forse vale la pena di sacrificare del tempo per lui. Ti offro un consiglio, se credi di non averne: prova a prendere un libro che hai già letto. Un libro della tua infanzia, o uno di quelli che preferisci. E intervallalo con altre letture, leggendone anche dieci o venti pagine al giorno, centellinalo per bene. Saranno solo venti minuti sottratti alle tue letture quotidiane, ma venti minuti al giorno, in un mese, fanno un libro e anche più.

E tu che invece rileggi, dicci: perché lo fai? Quali libri ami rileggere?

2 Commenti a “L'importanza della rilettura”

  • 12 luglio 2013 11:12

    Io sto rileggendo proprio in questi giorni "Per chi suona la campana". Rileggere è un regalo che mi faccio, di solito, rileggerei di più se avessi più tempo di leggere, ma quando voglio tornare dai personaggi che ho amato mi basta guardare la libreria e scegliere.

  • 12 luglio 2013 17:52
    emerson says:

    In genere si rileggono i libri che sono piaciuti o quelli che non si ricordano e, in quest'ultimo caso, spesso si capisce anche il perché.

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