7 giugno 2013

Joyland - Stephen King

Estate 1973, Heavens Bay, Carolina del Nord. Devin Jones è uno studente universitario squattrinato e con il cuore a pezzi, perché la sua ragazza lo ha tradito. Per dimenticare lei e guadagnare qualche dollaro, decide di accettare il lavoro in un luna park. Arrivato nel parco divertimenti, viene accolto da un colorito quanto bizzarro gruppo di personaggi: dalla stramba vedova Emmalina Shoplaw, che gli affitta una stanza, ai due coetanei Tom ed Erin, studenti in bolletta come lui e ben presto inseparabili amici; dall'ultranovantenne proprietario del parco al burbero responsabile del Castello del Brivido. Ma Dev scopre anche che il luogo nasconde un terribile segreto: nel Castello, infatti, è rimasto il fantasma di una ragazza uccisa macabramente quattro anni prima. E così, mentre si guadagna il magro stipendio intrattenendo i bambini con il suo costume da mascotte, Devin dovrà anche combattere il male che minaccia Heavens Bay. E difendere la donna della quale nel frattempo si è innamorato.

Recensione

Piantato dalla ragazza e con la prospettiva di dover sgobbare per tre mesi in un parco divertimenti: l'estate di  Devin Jones non si apre certo con il migliore degli auspici. Eppure, a Joyland il ventunenne trova non solo duro lavoro, ma anche soddisfazioni, amici, il cameratismo di chi fa parte stagionalmente di una grande famiglia e il caldo entusiasmo dei bambini che delizia con il suo costume da mascotte. Jonesy impara la gioia del vendere divertimento.

Il fantasma di Wendy, la ragazza che gli ha spezzato il cuore, lascia il posto tra i suoi pensieri a uno spettro meno metaforico: è Linda, sgozzata e gettata giù dalla vettura del Castello degli Orrori durante il giro dal suo accompagnatore, che si è poi liberato dei guanti e della camicia madidi di sangue per sparire nel nulla. Il fantasma della ragazza, sussurrano gli impiegati di Joyland, infesta il tunnel da anni, mostrandosi agli addetti ai lavori ma mai al pubblico. Per non parlare delle previsioni di Madame Fortuna, al secolo Rozzie Gold, l'indovina del parco che, giura Lane - supervisore di Jonesy -, ogni tanto ci azzecca sul serio.
E' proprio una delle sue intuizioni che spinge Jonesy a soffermarsi su due particolari residenti di Heavens Bay alla fine della stagione estiva: Annie, giovane madre bella e algida, e Mike, il figlio affetto da distrofia muscolare, dotato di un potere simile a quello di Rozzie ma più potente, più puro.
Jonesy decide di prendersi un anno sabbatico dall'università e di rimanere a lavorare al parco anche dopo la chiusura stagionale; grazie alle ricerche di Erin, collega e amica, scopre che almeno altre quattro ragazze prima di Linda hanno fatto la sua stessa fine in circostanze analoghe.


Stephen King è un mago: come riesce lui a teletrasportarti le lancette dell’orologio dalla parte opposta del quadrante, nessuno. Uscito in contemporanea con l’edizione americana il 4 giugno, Joyland è stato definito dall’editore della Hard Case Crime (che si occupa prevalentemente di narrativa hardboiled) e dallo stesso King un whodunit, o giallo deduttivo, classificazione che, senza nulla togliere ai grandi maestri del genere, trovo decisamente riduttiva per questo romanzo. Se è vero che è un delitto irrisolto in piena regola quello in cui si trova invischiato il protagonista Jonesy, è altrettanto vero che il tono del romanzo è più quello di un bildungsroman, per quanto quest’ultima etichetta la si trovi ultimamente appiccicata un po’ ovunque si parli di protagonisti al di sotto dei trent’anni.

Eppure è proprio quest'aspetto che prevale: il protagonista, ultrasessantenne, narra le sue memorie di quell'estate del '73 che diviene spartiacque tra la giovinezza e l'età adulta. Jonesy scopre la crudele ironia della vita in tragedie più gravi dell'abbandono: ad esempio, nel fatto che una ragazza di poco più di vent'anni possa venire uccisa in un parco giochi da uno sconosciuto che la farà franca; che una giovane madre senza nessun altro al mondo debba vivere con la certezza che suo figlio non arriverà ai dodici anni; e soprattutto che Dio (o chi per lui) permetta a un assassino di vagare a piede libero allo stesso modo in cui condanna un bambino di dieci anni a una terribile morte per malattia.

Jonesy non è lacerato al suo interno dai lati oscuri che infestano solitamente i protagonisti kinghiani; è un ragazzo di buona famiglia, volenteroso, amabile, pronto a raccogliere dalla vita ciò che ha in serbo per lui, a stupirsi, soffrire, amare senza riserve. L'occhio dell'autore indugia su di lui con stanca e compiacente malinconia, come se il Jonesy invecchiato fosse l'alter ego con cui Stephen King si rivolge al se stesso giovane, giustificandone con benevolenza l'ingenuità e le illusioni.

Solo un grande autore poteva prendere una trama mystery (un delitto irrisolto con indizi sparsi per tutta la storia) e farne un romanzo umano, in grado di riflettere due generazioni e di restituire allo stesso tempo tutto il fascino retrò di una pulp fiction anni '70.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Joyland
  • Titolo originale: Joyland
  • Autore: Stephen King
  • Traduttore: Giovanni Arduino
  • Editore: Sperling&Kupfer
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: Pandora
  • ISBN-13: 9788820054274
  • Pagine: 351
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 19.90 Euro

3 Commenti a “Joyland - Stephen King”

  • 7 giugno 2013 alle ore 15:40
    Mr Ink says:

    Lo voglio. Adesso *-*

  • 8 giugno 2013 alle ore 00:04
    Unknown says:

    Complimenti per la recensione! :)

  • 9 giugno 2013 alle ore 23:01
    sakura87 says:

    Grazie mille :)

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