2 gennaio 2012

Mildred Pierce - James M. Cain

Nel 1941, subito dopo essersi affermato, il noir rivolse le sue armi contro se stesso - con questo libro, che alla ferocia del genere assomma quella, anche più implacabile, del mèlo. Fino alla sua uscita, le dark lady di innumerevoli romanzi (e di altrettanti film) usavano la seduzione per condurre qualsiasi maschio capitasse loro a tiro a forme di distruzione spesso molto peggiori della morte. Ma qui Cain - che di quelle storie aveva già scritto uno degli archetipi più potenti e imitati, "Il postino suona sempre due volte" - va molto oltre. Con le sue letali sorelle Mildred Pierce ha in comune il carattere, la capacità di andare dritta allo scopo - peraltro rispettabile, e cioè raggiungere un qualche benessere nell'America della Grande Depressione - e un fondato scetticismo nei confronti del genere maschile. Sul quale infatti trionfa, salendo uno alla volta tutti i gradini di un successo insperato, per una casalinga californiana malamente abbandonata dal marito. E in effetti niente sembrerebbe poter fermare l'ascesa di Mildred: niente, se non la sua immagine rovesciata, sua figlia Veda, la creatura forse più demoniaca di tutta la narrativa nera.

Recensione

Mildred Pierce, ventotto anni ben portati, due bambine e un marito inetto e traditore, si ritrova sul lastrico quando decide di divorziare. Non è un buon momento per cedere all'amor proprio: la Grande Depressione proietta una lugubre ombra sull'economia americana, e né Glendale, tranquilla cittadina californiana, né la più popolosa Los Angeles, sembrano avere qualcosa da offrirle. Eppure, Mildred non può più sopportare di stare accanto a Bert, che la tradisce con una vedova dai seni ballonzolanti e non è in grado di trovarsi un lavoro da quando l'Anonima Pierce è fallita, ed eccola fare il suo ingresso in «quella grande istituzione americana che nessuno cita mai il 4 luglio: una vedova bianca con due bambine piccole da mantenere».
Per continuare a provvedere a Ray, affettuosissima figlia minore, e a Veda, undicenne con manie narcisistiche e pretese di superiorità rispetto al gretto mondo borghese - ma proprio per questo straordinariamente ammirata e amata dalla madre -, Mildred è costretta a strisciare umilmente e a lungo davanti alle scrivanie dei centri di collocamento, sovraffollati di disoccupati molto più preparati di lei, e persino a compiacere Wally, ex collega di Bert, per ottenerne l'appoggio. Ridotta a esercitare il mestiere di cameriera, con grande vergogna e nascostamente a Veda per non perderne il rispetto, Mildred riesce a sbarcare il lunario dignitosamente sfruttando il suo unico talento, la pasticceria. Ben presto un progetto molto vivido si delineerà all'orizzonte della giovane madre: aprire con le sue forze un ristorante per provvedere ai bisogni della famiglia.

Il romanzo di Cain, datato 1941, colpisce molto più per la vividezza dei personaggi che per la complessità della trama. Mildred è una protagonista straordinaria, e si rivela tale ancor più se si considera il periodo in cui è ambientato il romanzo e quello in cui è stato scritto.

Da giovane moglie di un ricco borghese mai costretta al lavoro, Mildred attraverserà varie fasi d'emancipazione fino a divenire la ricca proprietaria di una piccola catena di ristoranti. Bella, intelligente, di buona volontà e smaliziata, il suo punto debole è il cieco amore verso la demoniaca Veda, inizialmente bambina viziata e capricciosa, poi donna perversa, ipocrita e calcolatrice, pronta a tutto per raggiungere denaro, ammirazione e una posizione sociale, e mossa da odio e vendetta nei confronti di una madre che rappresenta tutto ciò che più detesta: la modestia e le fatiche della borghesia. La turbolenta subalternità di una protagonista altrimenti forte e indipendente nei confronti della figlia che, subdolamente o palesemente, la ferirà in ogni modo possibile, un amore morboso perfettamente consapevole della crudeltà del suo oggetto e masochisticamente recidivo nel suo errare coinvolgeranno senza scampo il lettore, costringendolo a leggere e a soffrire con la sfortunata Mildred.

Un dramma familiare imperdibile per i due emozionanti – nel bene o nel male - ritratti di donna che offre, per l'ambientazione americana perfettamente restituita, per lo stile di scrittura accurato e tuttavia essenziale.

Finalmente tornato disponibile grazie alla casa editrice Adelphi, dopo essere stato a lungo fuori catalogo.

Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Mildred Pierce
  • Titolo originale: Mildred Pierce
  • Autore: James M. Cain
  • Traduttore: Napolitano Maria
  • Editore: Adelphi
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • Collana: Gli Adelphi
  • ISBN-13: 9788845926648
  • Pagine: 308
  • Formato - Prezzo: Brossura - 12,00 Euro

2 Commenti a “Mildred Pierce - James M. Cain”

  • 2 gennaio 2012 15:26

    L'ho letto anch'io da pochissimo e l'ho amato moltissimo, libro stupendo.

  • 2 gennaio 2012 15:31
    sakura87 says:

    Davvero! Avevo visto la serie tv alcuni mesi fa, e quando hanno ristampato il libro non me lo sono lasciato scappare, anche se credevo che una serie così bella non potesse che aver migliorato il romanzo da cui è stata tratta. Invece è proprio fedelissima, e il romanzo è emozionante come raramente mi è capitato da anni a questa parte.

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