19 giugno 2010

Pasto nudo - William S. Burroughs

Nel romanzo, scritto in anni in cui questi temi e queste realtà venivano generalmente schivati, Burroughs offre il racconto allucinato dell'inferno di un tossico. Lacerato tra la necessità impellente della "roba" e il richiamo molesto della carne, braccato da polizia e spacciatori, Lee, il suo Doppio, trascorre le giornate in sordidi luoghi pervasi dai miasmi del corpo e dalle fobie della mente. Scavando nelle proprie ferite con l'acume della paranoia e un'acrobatica inventiva stilistica, Burroughs tratteggia un ritratto dell'America all'acido fenico, un ritratto cui la vita quotidiana ha tentato con gli anni di adeguarsi.

Recensione

La dissoluzione del romanzo come allegoria della dissoluzione psicologica del tossicodipendente e, forse, della dissoluzione sociologica della società occidentale.

Basterebbe questa frase ad esplicare il contenuto e le finalità di quello che è, effettivamente, un non-romanzo: una raccolta di "appunti dettagliati sia sulla malattia che sul delirio".

Due parole sulla storia editoriale di Pasto nudo: scritto negli anni '50, ossia nel periodo di tossicodipendenza di Burroughs, nasce come una raccolta di scritti sparsi: allucinazioni, deliri, ricordi falsati, tutti senza alcun apparente collegamento; molti anni più tardi furono collezionati e riuniti in un romanzo, arrivato nelle librerie quando Burroughs era ormai pulito ed affermato.

Dare un giudizio a Pasto nudo è difficile, perché ti coglie l'imbarazzo nel momento in cui ti trovi di fronte alla sua trama: e non puoi nascondere che no, non ci hai proprio capito niente. Questa, forse, è la sola pecca che sentirei di denunciare, ma è una pecca che riguarda l'esperienza di lettura: ammetto di non essere in possesso delle conoscenze e degli strumenti culturali necessari per decifrare a pieno questo romanzo. Burroughs sa di che parla, ma non lo spiega, e il lettore si ritrova davanti una sfilza sterminata di personaggi e situazioni che non sa come interpretare, una serie di sott'intesi, di citazioni, di riferimenti più o meno evidenti, che però finiscono col perdersi. Sicuramente c'è molto più dell'apparente caos di parole.

Più soddisfacente si rivela parlare del suo stile. E in questo caso, non ci sono critiche che tengano, perché è veramente nello stile, nella scarificazione tecnica del romanzo, nello sperimentalismo feroce che si rivela il genio di Burroughs. E con ciò voglio intendere: l'uso di diversi espedienti narrativi; l'assenza di una regola fissa per il grado di focalizzazione ed il ricorso, dunque, ad un narratore che cambia sempre; una scrittura che a volte rasenta la poesia, spezzando la continuità narrativa in versi isolati; le continue interferenze dell'autore, che spiega i significati di certi termini gergali o dà qualche delucidazione su certe situazioni; il ricorso al surreale (e surreali sono tutte le abbondanti pratiche omoerotiche descritte con sorprendente ricchezza di dettagli!!); l'uso particolarmente alienante di tematiche fantascientifiche (e in diversi momenti Burroughs acquista una straordinaria lucidità nel tratteggiare questa strana società dell'Interzona, con le sue creature mostruose, ibride, i suoi partiti al limite dell'assurdo); ma soprattutto, tutto il finale apparato extra-narrativo. Scorrendo verso la fine, ad un certo punto, il romanzo diviene sempre meno romanzo, e si scivola ambiguamente nell'extra-narratività, con una serie di postille, appendici, prefazioni (messe alla fine!) e post-fazioni dell'autore.

Riprendo dunque il commento di apertura: un originalissimo non-romanzo. Non aspettatevi dunque un romanzo con una particolare trama: l'autore evidentemente non si accontenta di parlare di omosessuali drogati, di sesso e di astinenza; no, il suo messaggio è tutto nell'esperienza di lettura, alienata e dissociata come può essere realmente la vita di un tossicodipendente.

Giudizio:

+4stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Pasto nudo
  • Titolo originale: Naked Lunch
  • Autore: William S. Burroughs
  • Traduttore: F. Cavagnoli
  • Editore: Adelphi
  • Data di Pubblicazione: 2006
  • Collana: Gli Adelphi
  • ISBN-13: 9788845920936
  • Pagine: 273
  • Formato - Prezzo: Brossura - 11,00 Euro

1 Commenti:

  • 17 maggio 2011 14:58

    capolavoro assoluto

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