30 dicembre 2009

Intervista a Rosa Ida d'Emidio, autrice de "La Rua"

L'autrice


Rosa Ida D'Emidio è l'autrice de La Rua e di numerosi romanzi gialli tra cui ricordiamo: Ombre sull'iride, Colpo al cuore dell'iride, Quattro sassi e L'altro colore dell'iride, tutti pubblicati con la casa editrice Eclissi







Il libro


Epoca contemporanea. Piccola città di provincia del centro Italia. Nunzio è un ragazzo tanto giovane quanto inesperto della vita che ha da poco ricevuto un'eredità inaspettata: la grande "casa del melo". L'arrivo di questa dimora ricca di fascino e di storia lo mette al centro delle ire di numerosi parenti che non accettano il fatto compiuto. Nessuno comprende infatti il motivo per cui il defunto nonno abbia nominato proprio Nunzio come beneficiario di quella grande e antica casa che, a prima vista, sarebbe spettata di diritto ad altri membri della famiglia. Gli zii insistono sul fatto che Nunzio non sia in grado di occuparsi di tutti i lavori di manuntenzione necessari e spingono affinchè ceda l'eredità asserendo di essere molto più capaci di lui di occuparsi dell'ormai datata dimora. Ma accade qualche cosa d'imprevisto. Un'anziana signora si presenta alla porta decisa non solo ad affittare ma anche a restaurare a proprie spese un intero piano della casa del melo. Superando le remore iniziali, Nunzio accetta e per lui avrà inizio un'avventura umana ed esistenziale che cambierà ogni sua certezza. Berenice, questo è il nome della sua nuova inquilina, non sembra solo portare un tocco di "originalità" e di vita nuova...Berenice ascolta e comunica con l'ambiente circostante, sa riconoscere la bellezza e l'arte... e sembra soprattutto essere uno degli obbiettivi, se non addirittura l'artefice, di alcuni strani omicidi che sconvolgono la tranquillità della vita di provincia. Ciò che stupisce gli inquirenti è che le vittime del misterioso omicida sembrano essere solamente inermi ed innocenti anziani. Ma forse la persona o le persone che si celano dietro i delitti non sono semplicemente degli squilibrati. E forse le vittime non sono solo dei vecchietti indifesi. Forse anch'essi celano, dietro le loro vite apparentemente tranquille, un passato poco chiaro. E magari sanno anche perché Berenice è tornata in un luogo che l'ha vista bambina, un luogo che racchiude segreti incofessabili nascosti fra le pieghe degli anni e della storia stessa. Sara' compito di Nunzio e di Mariangela, la sua fidanzata, comprendere cio' che sta accadendo per fare finalmente giustizia e chiudere un conto aperto molti anni prima della loro nascita e che putroppo, involontariamente, li coinvolge in prima persona.



L'intervista



1. Innanzittutto vorrei farti i complimenti per il successo dei tuoi libri gialli, di cui l’ultimo uscito è proprio La Rua. Com'è nato questo libro?

Come nascono tutti i miei libri. Ho inventato una persona (Nunzio) e l’ho collocata in un posto preciso, le ho dato una vita. Poi il resto è venuto da solo. Non so mai all’inizio di un libro come si svilupperà la storia.


2. Qual è il tuo legame con il luogo di ambientazione del tuo romanzo?

La città di provincia dove si svolge il romanzo è la mia città di origine, Ascoli Piceno. O meglio, è quello che ricordo della mia città com’era quarant’anni fa, perché in realtà, dopo essermi trasferita a Milano, Ascoli l’ho frequentata pochissimo.


3. Berenice è il personaggio principale attorno a cui si svolge la vicenda. Il suo temperamento artistico, stravagante, generoso, coraggioso e determinato ha conquistato i lettori. Ci sono aspetti di lei che ti riflettono?

Sì, certo. Berenice ha molto di me, ma più di come vorrei essere che di come sono, forse. Nunzio, invece, con i suoi dubbi e le sue debolezze, è la parte di me più sincera.


4. Si dice che quando si crea un personaggio sia necessario “immergersi in esso” pensando come penserebbe lui, reagendo come reagirebbe lui e desiderando ciò che desidererebbe lui. Come è avvenuto tutto ciò con Berenice?

I personaggi hanno la loro anima. Non è necessario immergersi in essi. Sono vivi, fanno quello che vogliono e dicono quello che vogliono. A volte, correggendo la prima stesura, sono io che li censuro e spesso mi riesce difficile perché sento che si oppongono e non me ne sono per niente grati.


5. Nunzio è l’altro personaggio principale che anima la vicenda. Anche lui rappresenta l’indipendenza, l’ingenuità e l’entusiasmo giovanile. Come è nato il suo personaggio?

Volevo mettere al centro della storia un personaggio maschile giovane, perché negli altri libri non l’avevo ancora fatto, i personaggi giovani erano tutti femminili. All’inizio non è stato facile, nelle prime pagine avevo il sospetto che Nunzio fosse gay e l’idea mi piaceva. Poi ho capito che non lo era.


6. La storia si svolge in un piccolo paese in cui i ricordi e i soprusi sofferti da una famiglia ebrea durante la seconda guerra mondiale sono ancora molto vivi e chi cerca di ottenere giustizia e verità viene ostacolato in ogni modo possibile. Come è nata l’idea di questa vicenda?

In parte forse dipende dal fatto che ho vissuto nella mia città quando la guerra era appena finita. Il clima del tempo mi è rimasto dentro, nel ricordo più profondo, anche se di fatto le vicende raccontate sono inventate di sana pianta.
In parte, però, credo che davvero nelle piccole città o anche semplicemente nelle famiglie numerose, nei luoghi “chiusi” ci siano molti intrighi, molti segreti e molti “occhi aperti dietro le persiane socchiuse”. Infine, sicuramente mi ha influenzato il momento storico in cui viviamo, con quella miscela di intolleranza, di egoismo, di prepotenza, di ingiustizia che sentiamo quotidianamente sulla nostra pelle.


7. Parlaci della casa Editrice Eclissi, per cui scrivi anche tu. Cito una frase dal sito della casa Editrice Eclissi “La casa editrice Eclissi, nata nell’anno 2006, si propone di interpretare il mestiere di editore in maniera attenta alla qualità delle proposte editoriali e alla domanda medio-alta di quel lettore che cerca una letteratura di evasione di buon livello”. Che difficoltà si incontrano nel tenere fede a questo obiettivo e quali soddisfazioni si ottengono?

Eclissi è nata proprio per dare spazio ai giovani talenti sconosciuti che difficilmente vengono presi in considerazione dalle grandi case editrici. Per ora è piccola, ma è sana, libera, indipendente, punta sulla qualità dell’offerta e io credo che crescerà e si affermerà sempre di più. Le difficoltà sono enormi perché il mercato editoriale in questo momento è “inquinato” e, secondo me, due sono i fattori che ostacolano la produzione di buoni libri. Il primo è che tutti scrivono e pochi leggono. Ma questo sarebbe irrilevante ai fini del mercato se si pubblicassero solo i libri veramente meritevoli. Invece le case editrici grandi ormai pubblicano solo autori che hanno già un nome noto, indipendentemente dall’interesse di quello che scrivono e le case editrici piccole, per sopravvivere, si sono messe a chiedere contributi e pubblicano anche libri scadenti. L’altro fattore di inquinamento è la pubblicità ingannevole. Non solo si legge poco, ma inevitabilmente si finisce col leggere solo quello che i media propongono con insistenza, che non sempre è il meglio. In questo ginepraio Eclissi fa quel che può: non chiede contributi agli autori e sceglie liberamente i migliori tra le centinaia di manoscritti che riceve. Per ora pensa di far bene ed è soddisfatta della risposta del pubblico, poi si vedrà.


8. La casa editrice si dedica principalmente a due collane: i gialli e le storie di vita personali. Sempre citando il sito della casa editrice, la seconda “esce dai confini del giallo per affrontare senza mediazioni e finzioni la fatica del vivere e del morire”. Una scelta editoriale coraggiosa che spesso fatica a farsi ascoltare dal pubblico. Eppure, per molti lettori, le storie di vita sono quelle più importanti perché insegnano e aiutano. Sei d’accordo?

Sì, certo. Penso che questa seconda collana che ha come logo “I gatti” può incontrare davvero interesse da parte del pubblico. I tre libri che abbiamo pubblicato finora sono davvero molto belli. Il problema è che per la letteratura non di genere è ancora più difficile uscire sui banchi delle librerie e contendere il posto al bestseller del momento che magari è meno valido, ma che grazie al meccanismo di cui ho parlato sopra, il libraio è sicuro di vendere. Bisogna insistere, non credere al commesso che dice che il libro che chiedete è irreperibile, che non è distribuito, che non si può ordinare. Magari pacchi di quello stesso libro in quello stesso momento giacciono a pochi metri da voi nei ripostigli e negli scantinati, ancora sigillati.


9. Parliamo della collana di romanzi gialli. Quali temi vengono più frequentemente affrontati?

Eclissi sta cercando di trovare quella che ha chiamato “la strada italiana al giallo/noir”. Sta pubblicando storie ambientate nelle nostre città e nei nostri paesi e nei più diversi ambiti lavorativi, non certo per provincialismo, ma perché è una cosa abbastanza nuova, che pochi hanno fatto prima e che il lettore sembra gradire. Poi c’è la ricerca di stili diversi, di nuove formule sia tematiche che narrative. Ogni libro è del tutto differente dall’altro e gli autori vengono scelti anche per la loro capacità di portare qualcosa di particolare.


10. Qual è il tuo rapporto con il pubblico?

Eclissi intende anche saggiare i gusti del pubblico per poterli meglio soddisfare.
Il mio pubblico mi gratifica moltissimo. Mi stupisco sempre quando qualcuno che magari non ricordo di aver mai conosciuto mi ferma per strada per dirmi quanto gli è piaciuto questo o quel libro. E’ un pubblico attento, esigente ma molto generoso. Io sono fiera delle mie opere, come tutti gli autori, ma sono anche molto schiva. Non sembra, ma prima di ogni presentazione sto male una settimana, vorrei nascondermi sotto terra, partire per la legione straniera e giuro che in futuro farò solo la nonna. Poi comincio a parlare del mio libro ed entro in un altro mondo in cui esistono solo i miei personaggi.


11. Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ho in cantiere un altro libro, sempre rigorosamente giallo, questa volta, finalmente, ambientato a Milano. E inoltre continuerò attivamente a collaborare perché Eclissi acquisti sempre più lettori e allarghi i suoi confini con nuove idee e nuove proposte.


Grazie mille, Rosa per questa intervista.

Buona lettura a tutti.

6 Commenti a “Intervista a Rosa Ida d'Emidio, autrice de "La Rua"”

  • Questo commento è stato eliminato dall'autore.
    1 gennaio 2010 13:37
    Isairon says:

    Questo commento è stato eliminato dall'autore.

  • 1 gennaio 2010 13:38
    Isairon says:

    Bravissima Vittoria. Non solo scrittrice, anche abilissima intervistatrice.
    E complimenti a Rosa che scopro anche compaesana!
    "Lu cumpare e la chemmare pò fà quelle che se pare!" :DD

  • 1 gennaio 2010 16:28
    Vittoria A. says:

    @Isairon grazie, sono contenta che l'intervista ti sia piaciuta! :D

  • 9 gennaio 2010 10:41
    Anonimo says:

    l'ho letto!!!!!
    non sapete che fatica ho fatto per riuscire a comprarlo!!
    mi è piaciuto molto.
    grazie, giuliana

  • 13 gennaio 2010 14:49
    Vittoria A. says:

    Bene!!! sono proprio contenta!!! :D

  • 19 marzo 2010 21:33
    Isairon says:

    Complimenti Rosa, mi è piaciuto tanto il tuo romanzo. Sia la storia ma anche il tuo modo di scrivere, molto pacato, scorrevole. Lettura molto coinvolgente! Molto bello! :D

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