13 settembre 2009

Il vangelo secondo Gesù Cristo - José Saramago

A differenza dei vangeli che conosciamo, quello di Saramago svela sentimenti e intimità del personaggio, in una dimensione umana e a noi vicina. Gesù nasce da donna e dunque reca in sé debolezza, amore, sensualità. Gesù è un bambino scapestrato, un fanciullo della sua età, e un adolescente insicuro come tutti gli altri. Tuttavia, egli è anche creatura divina, generata da Dio, e in quanto tale subisce tutto il mistero e lo sconcerto di una lontananza incolmabile. Gesù vaga, vive nel deserto, apprende l'arte dei pastori, abbandona la famiglia e impara dal "Nemico di Dio" a crescere conoscendo il significato del dolore, della rinuncia, della sofferenza.

Recensione

Partiamo da Saramago, Lui, l’Autore.
E’ la mia prima volta con lui. Ho preso il coraggio a due mani e gli ho offerto la mia verginità, un po’ intimorita dal suo stile che, a dirla tutta, a primo impatto è estremamente caotico. Parola virgola parola virgola frase virgola discorso diretto virgola discorso indiretto: o presti alla pagina ogni neurone, o per te è finita, non capisci più qual è la domanda, qual è la risposta e di chi è, qual è la descrizione, qual è il discorso indiretto. Pagina dopo pagina, eppure, l’occhio si abitua, il cervello inizia a smistare pigramente le informazioni, e smetti di chiederti a ogni riga cosa stia succedendo e quando i due personaggi hanno iniziato a discutere. Pensi di essere in salvo, e invece è solo l’inizio: ahité, disgraziato, sei caduto nel vortice Saramago.
Ho avuto fortuna, probabilmente: ho iniziato dal volume giusto. La mia anima profondamente antireligiosa non ha potuto fare a meno di gongolare infantilmente al pensiero di ‘come prenderebbero i miei parenti cattolici un libro del genere’. Dio, in effetti, ci fa una ben magra figura.

Il libro in questione, infatti, è un sedicente vangelo secondo Gesù Cristo, pargolo concepito con una poco immacolata concezione in cui Dio ha messo del suo nel seme di Giuseppe, il quale ha trovato fertile terreno nel grembo di Maria. La Maria in questione è poco santa e molto donna palestinese dell’epoca, il Giuseppe poco venerabile e molto realistico, il Gesù poco divino e molto ragazzino supponente e irritante.
La triade è già vincente, ma ci stiamo dimenticando di loro, di Dio e del Diavolo. Due personaggi così snaturati dal ruolo che le leggende gli addebitano – o forse non così tanto - da apparire simpatici. Le due facce della stessa medaglia, e, vi assicuro, in questo libro il Diavolo ci fa una figura migliore del Padre.

Saramago non si spreca a tentare di spiegare inspiegabili e dogmatici concetti che nemmeno la maggior parte dei credenti ha mai capito –come la Triade, la Trasfigurazione o la Resurrezione-: si limita a creare una storia che spesso, ma non sempre, sfocia nel fantastico, e che di canonico non ha nulla. Ogni episodio del Vangelo (dal concepimento, alla fuga da Betlemme, alla morte di Giuseppe, al poco casto rapporto con Maddalena, ai miracoli, alla stessa crocifissione) viene riscritto, reinterpretato, e rivestito di nuovi significati.
Dissacrante in maniera garbata, poetico, questo libro vale la lettura anche solo per un lungo e illuminante dialogo tra Dio, Gesù e Diavolo su una barca persa in mezzo alla nebbia.

Assolutamente da leggere, che siate credenti o no.

Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Il vangelo secondo Gesù Cristo
  • Titolo originale: O Evangelho segundo Jesus Cristo
  • Autore: José Saramago
  • Traduttore: Rita Desti
  • Editore: Einaudi
  • Data di Pubblicazione: 2005
  • Collana: Einaudi Tascabili Scrittori
  • ISBN-13: 9788806174453
  • Pagine: 410
  • Formato - Prezzo: Brossura - 12,50 Euro

2 Commenti a “Il vangelo secondo Gesù Cristo - José Saramago”

  • 14 settembre 2009 15:49
    charmel says:

    Basta che tu legga il mio ultimo post,capiresti che davvero i principi son tornati

  • 27 febbraio 2011 19:45
    Roby Bulgaro says:

    Questo capolavoro l'ho recensito anche io, sia sul blog che su aNobii. Inutile dire che chi lo disprezza non ha capito una cippa! 5 Stelle, ma se si fosse potuto glie ne avrei date 10!

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