16 aprile 2009

Diario di lettura di Raimondo: Le deluse aspettative L'incredibile viaggio di Pomponio Flato Eduardo Mendoza

Siamo nel primo secolo dell'era cristiana, e Pomponio Flato, sentenzioso e coltissimo patrizio romano, viaggia sino ai confini dell'Impero in cerca di un'acqua che dovrebbe dargli la saggezza. I ripetuti assaggi di liquidi più o meno infetti, però, finiranno per procurargli terribili mal di pancia e per condurlo a Nazareth, dove sta per essere crocifisso il falegname del villaggio, ingiustamente accusato di omicidio. Suo malgrado, Pomponio verrà convinto da figlio del condannato (un bambino ingenuo e fiducioso di nome Gesù), a indagare su quello che si presenta come il tipico "delitto della stanza chiusa", e, di sorpresa in sorpresa, il lettore vedrà entrare in scena una serie di stupefacenti personaggi, dal ricco Epulone al Dio Apollo, da Maria a Ben Hur dal corvo esopiano alla madre della Maddalena...

Diario di lettura: Le Deluse Aspettative

Per diario di lettura intendo una qualsivoglia pagina di diario collegata in qualsivoglia modo ad un qualsivoglia libro. Dalla delicata scelta in libreria agli spunti di riflessione dovuti alla lettura del libro, al particolare modo fisico o temporale in cui questo o quel libro viene letto, qualsiasi argomento può tradursi in una pagina di diario. Nulla come la lettura di un libro può scatenare processi mentali e riflessioni. Questa non vuole essere una recensione del libro, ma è una vera e propria pagina di diario, che comporta la totale intimità e soggettività del contenuto, e nulla mi vieta di far sì che il contenuto del libro esuli dalla pagina di diario fuorché come principio ispiratore della pagina in questione. Illustrato quindi la metodologia di funzionamento del diario di lettura, mi accingo adesso a presentarvene una. Questa pagina di diario, intitolata per l'occasione Le deluse aspettative, illustra il quasi totale fallimento di un mio esperimento di lettura, ripercorrendo dalla scelta in libreria fino alla lettura finale, il caleidoscopio di sentimenti sovrappostisi per tutto l'arco del racconto. Nella pagina di diario che presto, spero, vi accingerete a leggere sono inoltre presenti severi giudizi nei confronti di alcuni libri: prendeteli così come sono, naturalmente quello che ho fatto è stato scrivere una pagina di diario, e come potete ben immaginare, ognuno nel proprio diario è tutto fuorché diplomatico: sono tuttavia disposto a ritrattare ogni singola opinione espressa in queste poche righe che seguono se questa reca fastidio a qualcuno, poiché al di fuori del diario sono una persona molto diplomatica.

Questa volta, ma solo per questa volta, e in via del tutto eccezionale, sarò serio, serissimo.
Meglio che vi racconti come tutto ebbe inizio, sì che potrete ben comprendere e giudicare nel miglior modo possibile il mio stato d'animo attuale. In un momento di mera e lucida pazzia decisi, e forse oggi rimpiango codesta mia disposizione, di non discriminare più la letteratura contemporanea appannaggio dei classici. Scelta che, sarete concordi con me, risulta essere misurata, intelligente, e decisamente giusta. La mia risoluzione fu quindi quella di leggere un classico insieme a un libro la cui anzianità non superasse i trenta. Ero felicissimo! Andai quindi gaio in libreria. Ed ero veramente su di giri. Mi soffermai su una bella copertina rigida, era il nuovo libro di Dan Brown, copia illustrata e quant'altro, ma mi sono già torturato abbastanza con due suoi libri e per questa e le prossime vite non voglio più saperne. Leggermente contrariato, ma comunque ottimista, proseguo quindi avanti. Ero allegro! Vado avanti, e intravedo un altro bel libro, sempre a giudicare dalla posizione privilegiata dedicatagli dal libraio, mi avvicino lentamente, intravedo una luce, che sia il libro perfetto? Trasudavo euforia. Tuttavia procedetti a piccoli passi, perché è così che immagino l'inizio di un grande amore. Invece sapete chi ti incontro? Moccia! Per carità! Piuttosto rileggo Pamela! Il mio morale si abbatté contro la pila infinita di mocciosi libri moccioniani. Ero frustrato! Per fortuna il corridoio di libri proseguiva e con esso anche la mia speranza, flebile, ma ancora pulsante. Mi sforzo di concavare la curva della mia bocca e dopo una filosofica lotta interiore ci riesco. Ero avvilito, ma il mio atteggiamento emanava ancora positività. Finalmente mi decido a proseguire la mia ricerca. Ero fiduciosamente ansioso. In lontananza intravedo una nuova oasi dedicata al romanziere dell'anno. Questa non può non essere la volta buona. Stavolta non riesco a mantenere il mio consueto aplomb, accelero il passo, ancora non riesco a leggere il titolo, l'emozione sale proporzionalmente ad ogni mio passo, il battito del cuore triplica la sua frequenza. Riesco a leggere: Faletti! Non so cosa mi ha trattenuto dal distruggere l'intero scaffale. Piuttosto leggo il tema di mio cugino (nda, mio cugino ha dieci anni). Divenni rosso, la mia ira era incontenibile e mi convinsi a lasciarla sfogare fuori dalla libreria.
Mi incammino verso l'uscita, ripassando accanto a quei libri che tanto avevano frustrato il mio proposito. Ero infuriato. Ma l'amore si presenta quando meno te lo aspetti. Ero disorientato. Mi guardavo in giro per cercare di recuperare la saggezza che mi contraddistingue, quando fui colpito dalla freccia di cupido. In bella posa sullo scaffale centrale. Non capisco come feci a non accorgermene prima di sottopormi a quei delittuosi romanzi che poc'anzi vi esposi. Il successo editoriale dell'anno, giunto alla n-esima ristampa, ironico, travolgente e tante altre belle cose. Torno a casa col mio prezioso bottino. Ero schizofrenicamente esaltato dall'euforia. Leggo, anzi, divoro il libro, al terzo capitolo, non reggo più l'emozione, chiudo il libro, alzo gli occhi al cielo, a dire il vero alzo gli occhi al soffitto, capitemi bene, non che mi stacco gli occhi e li spiaccico nel soffitto, no, semplicemente guardo il soffitto, non perché il mio soffitto sia particolarmente bello, cioè non è nemmeno brutto, ma non è questo il motivo per cui guardo il soffitto, lo faccio perché quando uno pensa di dire qualcosa di intelligente guarda in su, non so perché si faccia questo ma si fa, e io, poiché mi preparavo a dire una cosa molto intelligente, l'ho fatto; dicevo, guardo il soffitto per le ragioni che voi ben sapete, e dico: "oh, che bel libro che sto leggendo". Avevo preso la giusta decisione. Ero soddisfattamente giulivo e giulivamente soddisfatto. Riapro il libro al capitolo 4, 5, 6 fino alla fine. Il libro è lentamente rientrato nell'anonimato, un anonimato che non viene smosso dall'intermittente sagace ironia dell'autore. Ora sono abbattuto, triste, e deluso. Sto ponderando con attenzione l'eventualità di ritornare alla mia discriminante esclusiva lettura di soli classici. Fortuna ha voluto che dalla parte dei classici ci fosse Dracula di Stoker, in confronto al quale qualsiasi libro acquista valore, per la serie non tutte le ciambelle vengono col buco, altrimenti non sarei stato così indulgente, ed avrei senza alcun dubbio espresso un giudizio più severo verso il libro e definitivamente abbandonato il mio esperimento. Gli darò invece un'altra possibilità. Sono comunque molto molto molto triste!

Dettagli del libro

  • Titolo: L'incredibile viaggio di Pomponio Flato
  • Titolo originale: El asombroso viaje de Pomponio Flato
  • Autore: Eduardo Mendoza
  • Traduttore: Francesca Lazzarato
  • Editore: Giunti
  • Data di Pubblicazione: 2008
  • ISBN-13: 9788809061590
  • Pagine: 180
  • Formato - Prezzo: Brossura - 12,50 Euro

4 Commenti a “Diario di lettura di Raimondo: Le deluse aspettative L'incredibile viaggio di Pomponio Flato Eduardo Mendoza”

  • 16 aprile 2009 16:04
    sakura87 says:

    Dall'articolo non si evince che problemi tu abbia con Dracula =P

  • 16 aprile 2009 17:17

    Cara Sakura87 spero a breve di poter soddisfare la propria curiosità.
    Con immenso affetto Raimondo Torrismondo!

  • 16 aprile 2009 19:23
    sakura87 says:

    Allora aspetto, sono curiosa...io ho finito di leggerlo ieri e mi è piaciuto molto =)

  • 21 aprile 2009 11:04
    Scarlett says:

    Si, va bene la tua avversione per la letteratura contemporanea (che abbiamo tutti ben compreso), ma non si è capito cosa tu abbia trovato di brutto in questo libro, che ti ha esaltato dai capitoli 1-3 e ti ha deluso per i restanti.
    Perchè non dovremmo leggerlo insomma?

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