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12 marzo 2014

Vampiro tossico - Stefano Tevini

Qual è il prezzo per una bruciante sete di vita? Chi sei quando non esisti più per nessuno? Chiedetelo a Nico, a Celeste, a Bindi e a Cesarino, che hanno pagato la sciocchezza di una sera con il bisogno di nutrirsi di sangue per vivere, una dipendenza stringente che li porterà lontano da tutto e da tutti, vomitati in un cesso di quella sbornia allucinata che è stata l'Italia degli anni '80.

Questo libro non è un horror. Non nel senso canonico del termine. Questo libro racconta una tragedia, racconta le conseguenze della sciocchezza di una notte, racconta un mondo che si chiude ermeticamente nei confronti di quattro ragazzi che volevano soltanto vivere. Vampiri, o meglio, emodipendenti, persone la cui sete di vita diventa una maledizione che li isola da tutto e tutti, più simili a come noi vedevamo, da piccoli, i tossicodipendenti più che ai vampiri della tradizione. Gli anni '80, lo sfondo del romanzo, sono una società dove ogni lotta era già persa e dove solo il vuoto restava a tenere insieme tutto.

Recensione

L'idea alla base di questo libro è di far convergere vampirismo e tossicodipendenza, scardinando i generi e cercando di parlare in maniera nuova (è da un po' che non si fa) di droga.

Siamo nell'Italia degli anni Ottanta (decade tossicodipendente per eccellenza): un gruppo di ragazzi affronta la prima estate dopo la maturità, non sapendo quanto sarebbe cambiata la loro vita. Un incontro notturno in campeggio, un morso, ed ecco che i protagonisti si ritrovano vampiri. Vampiri malati di un vampirismo moderno, che masticato dal politically correct si ritrova a esser definito come "emodipendenza": da qui, l'associazione tra i bevitori di sangue e i tossicodipendenti. L'incipit, così come presentato, sembrava promettere bene, per quanto l'idea di base non fosse proprio originalissima; purtroppo, ben presto si scopre come viene a mancare una vera e propria trama, mentre in sua assenza il lettore è sballottato continuamente tra episodi ripetitivi di sballo e post-sballo, personaggi che vanno e vengono, anni che passano, feste di Capodanno, e niente che cambi.

Una buona idea non basta, lo dimostra bene questo libro, che soffre anche la sua ridotta dimensione, che finisce con il far risaltare la mancanza di idee e l'incapacità di elaborare un intreccio narrativo. Manca del tutto una cura dell'ambientazione e dello scenario, non c'è alcuna spiegazione riguardo i meccanismi del vampirismo, nessun indizio e nessun interesse, sembrerebbe; l'azione comincia con l'incontro con il vampiro sconosciuto, ma prima sembra non ci sia stato niente, non c'è una vita di "prima" che si possa confrontare con quella da vampiro, sembra tutto lasciato al caso. E' un errore lasciare sguarnito di trama un romanzo che vorrebbe puntare sulla denuncia (o al massimo, sulla mera rappresentazione del degrado sociale), perché se pure questa è fiacca l'esperienza di lettura risulterà pessima. C'è un gruppo di ragazzi sbandati che ripete ossessivamente le stesse azioni e vive sempre le stesse situazioni; non c'è altro. Si vuole evidenziare l'aura di intoccabili ed esclusi dalla società dei tossicodipendenti, ma il risultato è di mettere sulla carta personaggi senza vita e senza possibilità di redenzione, nell'indifferenza generale. Anche la commistione con l'elemento horror pare stantia: personalmente, mi ricorda lo stile dei giovani "cannibali" italiani (Ammaniti e via dicendo), ma privo del loro fascino e della loro verve. Tutto è spento, scolorito, piatto. La scrittura potrebbe offrire qualche ancora di salvezza, presentando delle improvvise virate liriche (soprattutto sul finale, la sola parte che ho apprezzato), se non fosse per i dialoghi (infarciti di nomignoli, insulti e improperi vari) e per una certa sciatteria in fatto di editing.

C'è troppo poco, in sostanza, che non lo faccia apparire come una fotocopia di Trainspotting con i vampiri.

Giudizio:

+2stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Vampiro tossico
  • Autore: Stefani Tevini
  • Editore: La Ponga
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: 
  • ISBN-13: 9788897823056
  • Pagine: 169
  • Formato - Prezzo: Brossura - 9,00 Euro 
 

16 febbraio 2014

La trilogia di Luca Mariani, parte prima - Alessandro Noseda

Prima parte della trilogia (titolo provvisorio "Luca Mariani, tenente delle Fiamme Gialle") che vede impegnato il protagonista, Luca Mariani appunto, nello scoprire e fermare quei crimini finanziari tanto deleteri per la società.
La storia inizia con il racconto di Luca Mariani che viene ferito seriamente durante un'azione contro il narcotraffico in cui perde la vita una sua collega. Richiamato in servizio dopo un adeguato periodo di convalescenza, gli viene richiesto di lavorare sotto copertura a Napoli, in una filiale di un istituto di credito in cui strani flussi di denaro hanno fato scattare i controlli automatici antiriciclaggio. Luca Mariani, che non ha competenze bancarie, viene sottoposto ad un corso intensivo di poche settimane per essere pronto ad affrontare la nuova attività. Il suo asserito trasferimento da una ipotetica filiale del nord ad una del sud deve ad apparire ai colleghi come una punizione da parte della Direzione Centrale per presunte irregolarità, con l'intento di indurlo a dare le dimissioni. Luca Mariani conosce a Napoli la vicina di casa, una bella vedova con un figlio in età scolare e presto fra loro si instaura un rapporto speciale, tanto che è a Luca che il bambino si rivolge per aiuto e consiglio dopo aver assistito ad un omicidio di camorra.
La storia noir a questo punto si sdoppia. Da una parte prosegue l'indagine di Luca Mariani per scoprire come si verifichi il flusso anomalo di denaro nella filiale della banca, dall'altra c'è l'evolversi degli eventi a seguito dell'omicidio di camorra, dato che l'assassino si è accorto di aver avuto un testimone.
Nel secondo libro (titolo provvisorio: "Giulia Martini, P.M."), Luca è comandato a Trieste, dove collabora alle indagini coordinate da Giulia Martini, appena nominata Sostituto Procuratore della Repubblica nel capoluogo.
Nel terzo volume della trilogia (titolo: "Salvatore Caruso. il punto"), Giulia e Luca indagano ancora insieme, ma si fanno parecchi, troppi, nemici.

Recensione

La storia, ancorché non particolarmente originale, è scorrevole ed è scritta con proprietà. Il ritmo è sostenuto. Il linguaggio immediato ha presa sul lettore. I personaggi sono discretamente caratterizzati. Coinvolgente l'amore per la città di Napoli che traspare dalle descrizioni e dalle considerazioni di Noseda.
L’autore racconta con dovizia di particolari la vita di Luca Mariani, inizialmente ancora traumatizzato dallo scontro a fuoco in cui è morta la sua compagna di lavoro. Pian piano il nuovo incarico e l'incontro con la donna di cui si innamora riescono a fargli accantonare i fantasmi del passato. Luca Mariani è accompagnato da Paco, un cane di razza Labrador che gli era stato regalato e che viene ad essere l’occasione per conoscere il figlio della vicina e creare i presupposti per una storia d’amore con la vicina stessa. L’amicizia con un compagno di studi, particolarmente abile nel settore informatico, lo aiuterà nel portare a termine la missione che consiste nello scoprire le dinamiche del riciclaggio che coinvolgerebbero la filiale di banca in cui si infiltra sotto copertura.
E' il finale del romanzo a non convincere. All’improvviso, mentre il protagonista si reca a Torino dove è ricoverata la madre per un intervento chirurgico, l'autore afferma che le forze dell’ordine hanno compiuto gli arresti, sia del camorrista del cui omicidio è stato testimone il bambino, sia dei bancari implicati nel giro di denaro sporco di cui Luca Mariani era riuscito a tirare le fila.
Il precipitare degli eventi risulta peraltro frettoloso. L’autore si sofferma maggiormente a raccontare le modalità di preparazione dei manicaretti che il protagonista offre alla sua vicina di casa, secondo un’accorta opera di seduzione, piuttosto che a narrare la dinamica della conclusione del caso. Sarebbe stato invece il momento di creare un’adeguata suspense in occasione della retata delle forze dell’ordine. Alla fine del libro, si ha la sensazione di aver letto solo il riassunto di un romanzo, quasi che l’autore si sia stancato di scrivere e abbia tralasciato di mostrare le vicende di questo primo libro, tutto preso come era dalla stesura del secondo. In pratica, per fare un esempio, sarebbe come se Perrault, nella favola di Cappuccetto Rosso, dopo aver detto che il lupo aveva mangiato la nonna, si fosse limitato a dichiarare che aveva divorato anche la bambina, tralasciando la parte più significativa che è quella del dialogo con Cappuccetto Rosso.
Peccato, perché c’erano tutti i presupposti per un thriller coinvolgente ed è il finale della prima parte della trilogia che, se accattivante, può invogliare a proseguire nella lettura del secondo. A mio avviso, se Noseda riteneva eccessivamente lungo narrare pedissequamente le retate della polizia, avrebbe potuto almeno proporre alcuni momenti delle stesse. Infatti, essendo Luca Mariani impossibilitato a partecipare agli arresti, poteva raccontare che i colleghi, come atto di cortesia, lo tenevano informato via filo degli eventi, visto che era per suo merito che le indagini erano andate a buon fine.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: La trilogia di Luca Mariani. Parte 1
  • Autore: Alessandro Noseda
  • Editore: La Ponga Edizioni
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2013
  • ISBN-13: 9788897823094
  • Pagine: 190
  • Formato - Prezzo: Ebook - Euro 1,99
 

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