3 febbraio 2016

Florence - Stefania Auci

Ludovico Aldisi, un ambizioso giornalista della "Nazione", conosciuto per le aperte simpatie interventiste, vede nella guerra appena dichiarata un'occasione di prestigio e ascesa sociale. È un uomo affascinante, che ha come amante Claudia, la bella moglie di un ricco avvocato, cui non esita a chiedere soldi e favori. La sua esistenza subisce una svolta quando, durante una manifestazione pacifista, rivede Dante, amico e compagno di università. In quell'occasione conosce anche Irene, una ragazza francese, figlia di un suo ex professore universitario. La giovane lo impressiona per la verve intellettuale e la libertà di pensiero, oltre che per la fede pacifista. L'amicizia tra i due non attecchisce subito. L'uomo, infatti, si reca sulla Marna come inviato di guerra e qui si unisce a un battaglione scozzese. Conoscerà da vicino l'orrore delle battaglie, e questi eventi lo cambieranno profondamente. Al ritorno, Ludovico non è più il giornalista spregiudicato di quando era partito, ma un uomo confuso e tormentato. Mentre il rapporto con Claudia comincia a sfaldarsi, l'unico a dargli una mano è Dante, che lo invita nella sua tenuta nel Chianti, la Torricella. Lì c'è anche Irene. Tra i due si crea un legame che aiuterà Ludovico a far chiarezza dentro di sé e a comprendere cosa ha davvero perduto, proprio quando anche su Firenze e sull'Italia cominciano ad allungarsi le ombre minacciose della prima guerra mondiale.

Recensione

Sullo sfondo di una Firenze fastosa e immota del primo decennio del novecento, ha inizio Florence, un’opera che non racconta l’amore contrastato e improbabile tra due anime libere, ma ci mette dinanzi agli occhi l’agire umano e le sue motivazioni, da ogni angolatura possibile. Nella storia iniziamo col conoscere Ludovico Aldisi, un uomo di umili origini che cerca il riscatto e per raggiungere questo fine utilizza ogni mezzo, concedendosi persino una relazione con una donna sposata, e abbracciando politicamente l’interventismo a favore della prima guerra mondiale. Eppure, basta un incontro capitato per caso con la giovane Irene e la successiva partecipazione come cronista al fronte belga durante il primo conflitto del 15-18 per intaccare tutte le sue sicurezze, facendogli rivedere l’ordine delle sue priorità.

Appare quindi chiaro che, incarnato dal protagonista, ci confrontiamo con il desiderio di chi lotta per migliorare la propria posizione, anche quando per ottenere risultati è necessario scendere a compromessi e dimenticare la legittimità delle proprie azioni, con il conseguente dissidio interiore tra quello che siamo disposti a fare e l’essere se stessi.
Altro tema caldo è l’orrore della guerra, che ha il potere di modificare la vita sia delle povere vittime che ne subiscono le conseguenze, che degli stessi soldati, i quali, se sopravvivono, porteranno addosso per sempre l’incubo del sangue e della ferocia che hanno conosciuto. Perché al di là delle ideologie politiche e degli obblighi normativi, una situazione pericolosa, che si respira dalle stesse pagine del romanzo, istiga le persone a lottare per salvaguardarsi, a rivendicare il diritto di vivere, purtroppo troppo spesso a discapito di chi soccombe.
E non in ultimo, viviamo anche il piccolo grande dramma dell’essere donne libere, emancipate per intelletto e attitudine, che loro malgrado si scontrano con l’arretratezza culturale di una società, come l’Italia del 1914, fortemente machista e non pronta ad ammettere l’unicità delle persone e soprattutto l’idea che il destino vada costruito con le proprie mani, senza condizionamenti, ma prendendo spunto solo dalle propensioni personali.

Entrando invece nel vivo della lettura, la caratteristica che comunque emerge dal romanzo è la cura e l’appropriatezza descrittiva, a tratti puntuale e in altri approfondita, del retrogusto storico che fa da cornice al romanzo: si respira la politica, i movimenti reazionari, le abitudini. Ci ritroviamo dinanzi un quadro composito che racconta la pluralità delle esistenze che girano attorno alla storia, con una profonda aderenza al contesto geo-politico e sociale dell’epoca.
In questo inoltre facilita proprio Firenze, città storica che con la sua architettura e la sua aria trasognata e romantica, compone i destini, quasi ci gioca, offrendogli riparo. Ma oltre alla città che funge da titolo al racconto, ritroviamo le stesse caratteristiche anche quando la scena si sposta, sia alla Marna che a Torricella, dove i destini di Ludovico, Irene e di tutti gli altri partecipanti alla trama, ognuno secondo il suo percorso, si compiono sino alla fine.

Il quadro finale si delinea in modo accattivante, sorretto da una buona regia che traduce l’idea in trama senza tralasciare nulla, con uno stile formalmente corretto e scorrevole, nel quale i manierismi della cornice storica si compiono e si intersecano con dei dialoghi ben ritmati e l’atmosfera spaziale e temporale che trova sempre una precisa collocazione durante le varie fasi del racconto. Le variazioni di contesto, all’interno dello stesso capitolo, non disturbano ma anzi contribuiscono a reggere l’equilibrio dell’iter di Ludovico e Irene.
Dalla conclusione dell’esperienza di lettura pertanto emerge che Florence è una storia che rimane a lungo impressa nell’animo di chi la legge, che aiuta a contestualizzare il nostro passato sia culturale che come vissuto nazionale e senso di appartenenza, in un altalenarsi di emozioni vivide e ben ponderate. Di sicuro una lettura da consigliare, che non può deludere.

Giudizio:

+4stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Florence
  • Autore: Stefania Auci
  • Editore: Baldini e Castoldi
  • Data di Pubblicazione: 2015
  • Collana: Romanzi e racconti
  • ISBN-13: 978-8868528508
  • Pagine: 418
  • Formato - Prezzo: Cartonato, sovraccoperta - € 18,00

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