22 gennaio 2016

La donna del tenente francese - John Fowles

Sola, all'estremità di un molo battuto dalle tempeste, Sarah Woodruff fissa muta il mare sul quale è scomparso il tenente francese, che tutti dicono essere stato il suo amante. Condannata dall'opinione pubblica, incompresa anche da chi le sta vicino, la giovane, figura tragica e ambigua, nasconde in realtà un impenetrabile segreto, una incontenibile passione e un'ansia di libertà capace di travolgere tutte le ferree regole della morale vittoriana. Vittima, ma allo stesso tempo complice, di questa ribellione è Charles Smithson, un ricco paleontologo dilettante, che solo nell'abbandonarsi ciecamente all'amore troverà una ragione di vita. Pubblicato nel 1969 e ambientato un secolo prima, "La donna del tenente francese" fonde mirabilmente ironia e sentimento, attenzione alla cultura dell'epoca e un disincantato cinismo. Un racconto romantico e sovversivo in cui John Fowles sperimenta le modalità di una scrittura postmoderna, a cavallo tra passato e presente, tra echi dei grandi poeti dell'Ottocento e citazioni di Darwin, con un finale assolutamente sorprendente: una delle opere più interessanti della narrativa inglese contemporanea in cui si ritrovano inscindibilmente uniti il fascino del sogno e il disincanto della realtà.

Recensione

Charles Smithson, nipote di un ricco nobiluomo senza altri eredi, si picca del suo carattere indipendente, irrequieto, slegato dai dogmi della religione e fedele piuttosto alle nascenti teorie evoluzioniste di Darwin. Decisosi infine a prender moglie, ha infine trovato un buon partito in Ernestina Freeman, ricca borghese bella e viziata, un cosino grazioso e sciocco. Durante una passeggiata a Lyme Regis, dove entrambi trascorrono un periodo di svago presso la di lei zia, entrambi notano sulla scogliera la figura di una donna malinconica che scruta il mare: è Sarah Woodruff, sedotta e abbandonata da un ufficiale di marina francese e per questo messa al bando dalla società di Lyme Regis tutta. Affascinato dalla donna, che espia in silenzio il suo peccato a servizio della bigottissima vedova Poulteney, Charles torna a incontrarla altre volte e infine acconsente ad ascoltare la sua storia. Il resto è prevedibile.

Detta così, sembrerebbe la classica impostazione da romanzo ottocentesco: temi, prosa, divagazioni, nonché un'attiva presenza del narratore nel commentare fatti e persone rivolgendosi direttamente al pubblico, ben mimetizzano l'autore che sguazza a proprio agio nella sdegnosa constatazione delle ipocrisie dell'epoca vittoriana. Ma John Fowles è nato nel 1926 e La donna del tenente francese è del 1969: aguzzando la vista, infatti, il lettore nota che gli interventi del narratore si prendono libertà via via più artistiche e che la classica trama da romanzo d'amore è una fedele scenografia di cartone che nasconde la vera essenza post-moderna dell'opera.
Quel che non è prevedibile, infatti, è che Fowles, frantumando l'ordinata successione di eventi, inizia a giocare con i personaggi e la narrazione ingannando il lettore su quanto ha appena letto e proponendo ben tre possibili risoluzioni delle vicenda, proclamando la propria impossibilità nel controllare i suoi stessi personaggi e il proprio rifiuto nei confronti dei pattern della realtà, cui contrappone tre verità diverse e inconciliabili tra loro:

“Forse voi credete che i romanzieri abbiano sempre un piano predeterminato per il loro lavoro, e che il futuro previsto nel primo capitolo sia sempre, inesorabilmente, il presente del tredicesimo. [...] Una sola ragione è comune a tutti noi: vogliamo creare mondi reali quanto quello che esiste, ma diversi. Per questo non possiamo far piani. Sappiamo bene che il mondo è un organismo e non una macchina. Sappiamo anche che un mondo autenticamente creato deve essere indipendente dal suo creatore, che un mondo pianificato (un mondo che riveli totalmente la sua progettazione) è un mondo morto. Incominciamo a vivere soltanto quando i nostri personaggi e i nostri eventi cominciano a disobbedirci.”

Il fedele ritratto vittoriano, dunque, viene fatto a pezzi su almeno due fronti: su quello tematico, perché il narratore non manca di giudizi morali contemporanei sulla velenosa ipocrisia dell'epoca né di proporre scene scandalose e/o grottesche che il pubblico vittoriano avrebbe trovato inconcepibili; su quello strutturale, perché l'ossatura del romanzo classico viene smembrata, rivoltata, ricostruita: come proporre una sola realtà se la realtà stessa non è più percepibile come univoca? L'autore, non più dio creatore della sua storia, si riduce egli stesso a personaggio viandante che tenta di comprendere e giudicare i personaggi i cui destini gli sono sfuggiti di mano.

È questa la bellezza de La donna del tenente francese, che a tratti richiama un po' Possessione della Byatt, per cui ha fatto da apripista. Non i personaggi, ben caratterizzati ma in balia degli eventi (a parte lei, Sarah, sulla cui ambiguità il doppio finale fa calare un sipario di mistero). Non la prosa, ora mimetica laddove restituisce l'idillio vittoriano, ora scarna e trasudante ironia laddove quell'idillio lo mette a nudo. Non l'attenta ricostruzione storica, perché non vuole essere romanzo storico. È la crudeltà con cui fa il verso a un'epoca e a un genere letterario che pure l'autore è stato in grado di riprodurre con estrema precisione e fedeltà.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: La donna del tenente francese
  • Titolo originale: The French Lieutenant's Woman
  • Autore: John Fowles
  • Traduttore: E. Capriolo
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2007
  • Collana: Oscar Mondadori
  • ISBN-13: 9788804568292
  • Pagine: 510
  • Formato - Prezzo: Brossura - 10.00 Euro

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