1 marzo 2014

Marzo: Speciale Grandi Scrittrici

Lo speciale di questo mese non è stato difficile da decidere: l'8 marzo è la Festa della Donna e per una volta abbiamo pensato di celebrarla in modo un po' meno banale delle solite pizzate tra sole ragazze, occasioni di solito squallidine che ridicolizzano un po' la ricorrenza, dedicando la nostra lettura a tema alle grandi scrittrici della letteratura.

Di strada ne hanno fatta le donne, soprattutto negli ultimi cinquant'anni: se diamo uno sguardo alle classifiche dei bestseller i nomi femminili nelle prime posizioni non mancano, pensiamo ad autrici come J.K.Rowling, Patricia Cromwell, Janet Evanovich o l'italiana Margaret Mazzantini. Il loro cammino non è però stato facile e ancora oggi riserva difficoltà e diffidenze se consideriamo che all'amata autrice della saga del maghetto fu chiesto di sostituire il suo nome completo, Joanne, con le semplici iniziali, temendo che i ragazzini altrimenti si sarebbero rifiutati di leggere un libro scritto da una donna. Considerando che conosco personalmente due persone per principio non leggono libri scritti da autori femminili, l'ipotesi degli editore di Harry Potter non era così remota.

Quando si sentono queste cose verrebbe da pensare che non sia cambiato molto rispetto a un paio di secoli fa, quando grandi autrici come George Eliot (all'anagrafe Mary Ann Evans) o Charlotte Brontë (che pubblicò inizialmente le sue opere come Currer Bell) furono costrette a ricorrere a pseudonimi maschili per aggirare le diffidenze di editori e pubblico.
In realtà la letteratura prodotta dalle donne ha fatto passi da gigante dal diciottesimo secolo ad oggi, sia in termini di temi che di stile, grazie a tante autrici dotate e coraggiose che hanno in qualche modo sfidato le convenzioni e i pregiudizi introducendo punti di vista originali e innovativi che hanno saputo lasciare il segno nella letteratura mondiale.

Il principale ostacolo per le donne, lo sappiamo tutti, è stato per molto tempo l'impossibilità di ricevere un'istruzione per cui, se escludiamo qualche luminoso esempio perso nella notte dei tempi come la celebre poetessa greca Saffo, il mondo della cultura è rimasto per secoli un mondo maschile e maschilista; le poche donne che riuscivano a introdurvisi lo facevano principalmente nelle vesti di mecenati, come la francese Madame de Staël, grande sostenitrice del movimento Romantico oltre che autrice ella stessa di diversi saggi.
E' quindi comprensibile che i primi (grandi) esempi di letteratura prodotta da donne mostrano il tentativo di queste ultime di adeguarsi alle strutture narrative dominanti. Nelle opere di autrici quali Elizabeth Gaskell, Elizabeth Browning e Margaret Oliphant, oltre alle già citate Eliot e Brontë, emerge la loro difficoltà di trovare una voce propria, che esprimesse la loro esperienza di donna, all'interno di un convenzionalismo Vittoriano di stampo prevalentemente maschile.

Fu con lo sviluppo del pensiero femminista che le donne iniziarono a rivendicare un proprio ruolo e un'identità propria, dapprima in modo quasi bellicoso tramite autrici come Sarah Grand o Mona Caird, nelle cui opere però il messaggio di rivendicazione prende il sopravvento sull'arte per cui i loro scritti, per quanto fondamentali nella cultura femminista, risultano incompleti da un punto di vista letterario. Ci vorranno autrici come Virginia Woolf per tradurre questa ricerca di un'identità in arte,sebbene un po' convoluta:la Woolf e le sue contemporanee volgono lo sguardo verso loro stesse, analizzano la propria intimità e, per la prima volta, il ruolo della loro sessualità, in modo del tutto distaccato dal mondo che le circonda. Esse però sono fondamentali per la narrativa femminile moderna, quella in cui donne come Doris Lessing, Iris Murdoch o Antonia S.Byatt infrangono anche gli ultimi taboo e si appropriano di emozioni e situazioni finora esclusivamente maschili facendole proprie e trovando in esse una carica creativa del tutto nuova, capace di portare l'esperienza femminile ad un pubblico universale.
Quelle qui citate sono solo alcune delle donne che dobbiamo ringraziare se oggi possiamo parlare di tradizione letteraria femminile che, per tutti i motivi visti in precedenza, è diversa, anche se non necessariamente contrapposta a quella maschile. Nei secoli, infatti, le donne hanno dimostrato di saper parlare di affetti familiari, oppressione, intimità, amore e gelosia quanto di lotta sociale, violenza, guerra e infedeltà, offrendo la loro prospettiva unica e imprescindibile senza la quale il mondo della letteratura sarebbe oggi ben più povero e incompleto.

1 Commenti:

  • 2 marzo 2014 22:22

    E non dimentichiamo la nostra Deledda, vincitrice del Nobel per la Letteratura nel 1926. Ancora oggi decisamente trascurata dai manuali scolastici.

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