20 aprile 2011

Pensi che ci saremmo potuti conoscere in un bar? Racconti dall'Europa dell'est - AA.VV.

Un uomo trascorre i pomeriggi seduto sulla panchina dello zoo di Zagabria, lì riesce a sentirsi libero, a respirare, ad annusare l'aria che gli manca nella vita di tutti i giorni. Cerca le parole senza trovarle, per scrivere una lettera, per raccontare quello che lo unisce e quello che lo separa dal suo amore. Cerca il coraggio per capire ciò che è successo realmente a sé, alla sua compagna, al suo paese. Quest'uomo è il protagonista di uno dei quattordici racconti di questa raccolta. Quattordici storie di incontri e di scontri tra le persone, tra identità diverse, che popolano le città dell'Europa al nostro est. Questo libro ci accompagna per le strade di Bucarest e Salonicco, andiamo a finire dentro le case di Budapest, i condomini di Cracovia e gli alberghi di Atene, entriamo nei locali notturni di Brno e ci ritroviamo a bere birra nelle osterie di Praga. E così, per la durata di un racconto, andiamo in giro per le vie delle metropoli dell'est Europa con le gambe, con gli sguardi di chi queste città le conosce, le ama e le odia, ci vive e convive. Città dell'Est, lontane e vicine al contempo, mondi un po' vecchi e un po' nuovi, realtà altre ma di una disarmante familiarità.

Recensione

Singolare questa antologia di Racconti dell'Europa dell'est, proposta da una nuova casa editrice. Una volta (cioè prima dell'89) si usava questa definizione per indicare misteriosi paesi oltre la "Cortina di ferro" sottoposti all'influenza dell'Unione Sovietica, che non si sapeva bene dove collocare, se in Europa o nei territori di una vaga "EurAsia", regno del Socialismo reale soggetto al Patto di Varsavia. Dopo l'89 è venuta la volta dei Balcani e dell'uso-abuso del termine "balcanico", che è servito per indicare tutto ciò che non è ancora Europa, ma che si trova all'interno dell'Europa geografica. I cosiddetti "paesi dell'est", da parte loro, non hanno mai amato questa etichetta imprecisa, vaga, che comprende stati-regione (come le tre repubbliche baltiche), stati con una antica e gloriosa tradizione europea (come l'Ungheria e Repubblica Ceca) accanto a entità statali completamente inedite (come l'Ucraina, la Slovenia, la Slovacchia o la Moldavia) e a stati di media grandezza (come la Polonia e la Romania).

Per imbrogliare ancor di più la matassa, l'antologia comprende sotto questa definizione anche la Grecia, che non era mai stata considerata un "paese dell'Est". Ci sono racconti dalla Croazia, ma non dalla Serbia (né dalla Bosnia, né dalla Macedonia, né dalla Slovenia o dall'Albania); è rappresentata l'Ungheria, la Romania, ma non la Bulgaria.

Al netto di una prefazione di Giulio Mozzi (San Giulio degli esordienti...), che non serve a niente e che non c'entra assolutamente nulla con i quattordici racconti dell'antologia (la domanda sorge spontanea: Giulio, ma almeno l'hai letti?!?), i testi, invece, sono tutti piacevoli, di gradevole fattura. Dalle note biografiche degli autori veniamo a sapere che sono quasi tutti autori giovani e non molto noti nei loro paesi. Posso immaginare, quindi, il grande lavoro di ricerca e di selezione dei racconti, che potrebbe passare inosservato a un lettore frettoloso. Forse solo già per questo il libro merita una nota di merito.

Interessante è anche la scelta di collegare i racconti ai luoghi dove sono nati gli autori, che non sono solo le capitali di questi famosi "paesi dell'est", ma anche alcuni centri secondari, sicuramente un po' meno noti (Salonicco in Grecia, Brno nella Repubblica Ceca o Cracovia in Polonia). La scelta dei racconti ha voluto mettere in risalto una certa immagine dei sobborghi degradati. I protagonisti di queste narrazioni sono spesso marginali che vivono in un contesto dominato da uno spietato egoismo post-comunista (per ovvi motivi fanno eccezioni i tre racconti greci). Lascio al lettore la scelta dei suoi racconti preferiti.

Finalmente un editore che ha il coraggio di pubblicare una antologia! Nel mondo dell'editoria, infatti, circola la leggenda che i racconti non vengano più letti (per la maggior parte di editori i racconti sono solo dei romanzi mal riusciti). Beh, se non li pubblicano più, è ovvio che i lettori non li leggano! Già per questo motivo assegno a questo libro una stellina in più.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Pensi che ci saremo potuti conoscere in un bar?
  • Autore: AA. VV.
  • Curatori: Cavasino T., Rudolph H.E.
  • Editore: Caravan Edizioni
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • Collana: Bagaglio a mano
  • ISBN-13: 9788896717035
  • Pagine: 208
  • Formato - Prezzo: Brossura - 12,50 Euro

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