3 febbraio 2010

Rosemary's Baby - Ira Levin

Il diavolo, si mormora, abita a New York, in un bel palazzo del centro. Come spiegare altrimenti gli strani e inquietanti avvenimenti accaduti tra quelle mura? Ma la sinistra fama di quell'edificio vecchio ed elegante non basta a intimorire Rosemary e Guy Woodhouse, una coppia di giovani e innamorati coniugi, che vi si trasferiscono ricchi di sogni e di speranze. Finalmente la carriera di attore di Guy sta decollando, e il futuro sembra riservare solo felicità: per Rosemary è il momento di pensare a un figlio. Ma la notte in cuiil bambino viene concepito accadono cose tremende: è l'inizio dell'incubo e i nove mesi di gravidanza saranno un susseguirsi di fatti terrificanti. Ma chi è, cos'è davvero quel bambino che Rosemary porta in grembo?

Recensione

Il libro di cui voglio parlarvi è, tanto per cambiare, introvabile. Se però riusciste a mettere le mani su una copia vagabonda in un banco dell'usato, date retta a me, non fatevela sfuggire.
Forse - anzi senz'altro - dirò una banalità: si tratta di un libro molto inquietante (persone con sensibilità eccessiva astenersi). E forse - anzi senz'altro - apparirò la solita acida nostalgica... però secondo me libri così non se ne scrivono più (e qui inserite pure una recriminazione a scelta). Non perché sia scritto particolarmente bene - lo è, ma non più di un mucchio di altri - ma perché è intelligente e dà una nuova dimensione all'orrore e all'inquietudine. Quando è apparso sulla scena, questo libro ha rappresentato qualcosa di nuovo.

Non ci sono sbudellamenti, sacrifici umani, legioni di diavoli che appaiono fra eruzioni di fiamme e volute di fumi solforosi giallo limone. No. L'autore, con una scelta al limite della genialità, affida la chiave della paura ad altro. A qualcosa che tutti noi abbiamo sotto gli occhi tutti i santi giorni.
All'uomo, a noi stessi.
Quello che spaventa, che fa stare male, che a un certo punto del libro ti fa percepire un senso di impotente soffocamento, quando ti accorgi che Rosemary è in trappola e non lo sa, non è il fatto che sia capitata nelle grinfie di un gruppo di pazzi satanisti. Non è il fatto che alla fine l'esistenza dal diavolo venga confermata. No.
La cosa terrificante è che questo gruppo di satanisti si nasconda dietro la facciata di persone normalissime. Questi non sono adolescenti e post-adolescenti sbandati, dediti ad ascoltare un certo genere di musica, a parlare in un certo modo e a comportarsi come ci si aspetta da loro, insomma, che rispettano gli stereotipi che ci vengono inoculati (che lo vogliamo o meno) dal mezzo televisivo. Queste persone sono ultrasessantenni distinti, di condizione economica agiata, che si nascondono dietro la facciata degli altruisti, dei filantropi, dei cortesi vicini di casa, dei nonnini da pubblicità del Mulino Bianco. I mostri della porta accanto: puoi vivere con loro per anni senza accorgerti di chi siano veramente (a meno che non siano loro a scegliere di mostrarti il lato oscuro... e non lo augurerei a nessuno).

La cosa terrificante è un marito che ci mette zero a barattare l'amata giovane moglie con una carriera da attore di successo e che per ottenerla non arretra neanche di fronte ad azioni abbiette (accecare il rivale con una fattura, uccidere nello stesso modo l'amico di famiglia che ha subodorato qualcosa e cerca di mettere in guardia Rosemary).

In breve, è la perversione dell'animo umano, ma non intesa come risultato della corruzione del Maligno - e quindi dovuta a una sorta di "agente patogeno esterno" - bensì intrinseca, radicata nella natura di queste persone. E irriconoscibile, perché mimetizzata dietro un'apparenza di lodevole normalità. In questa accezione, noi tutti potremmo incappare nel male e rimanerne vittima, proprio come accade a Rosemary.

Lei, infatti, simboleggia tutte le qualità migliori dell'umanità, insieme con i suoi difetti meno aberranti - una certa tendenza alla remissività, una certa codardia che porta a non ribellarsi, la disgraziata tendenza a concedere fiducia alle persone sbagliate. In un certo senso, è pura, l'agnello sacrificale, ed è sacra: la Madre. Proprio come un agnello, nutrito e coccolato solo in previsione della Pasqua, è circondata di gente che finge di curarla e di fatto la sorveglia.

Leggere questo libro, percorrere le tappe del calvario di Rosemary, è come sentire un cappio stringersi sempre più intorno al suo - e al tuo - collo. L'autore dissemina particolari inquietanti e lascia che la sua protagonista non li colga, con il risultato che la guardi andare incontro alla rovina del tutto ignara e vorresti quasi suggerirle che metta insieme una valigia e si sbrighi a togliersi da quel posto.

Ma Rosemary ritrova tutta la sua forza nel finale. Perché quando scopre che suo figlio è ancora vivo, decide, nonostante l'odio che prova per la gente che l'ha usata come e peggio di un utero in affitto, di crescere il bambino. Potrebbe tentare di ucciderlo. Potrebbe voltare le spalle e fuggire. Invece lei sceglie di rimanere per salvare la sua creatura. Perché è vero che ha terrificanti occhi gialli e la pupilla verticale e un abbozzo di coda e corna, ma è anche altrettanto vero che per metà è suo, che assomiglia a uno dei suoi fratelli, che è un bambino.

Per usare le sue stesse parole: "Non poteva essere del tutto cattivo, non era possibile. Anche se era metà Satana, l'altra metà non era come lei, decente, normale, sensibile creatura umana? Se lei agiva contro di loro, se esercitava una buona influenza per neutralizzare la loro cattiva influenza..."

In questa scelta di Rosemary c'è qualcosa che quasi la santifica, o meglio, santifica il valore della quale Levin l'ha fatta portatrice, cioè l'amore materno, in grazia del quale si può tentare l'impossibile. Anche redimere l'essenza stessa del Male.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Rosemary's Baby
  • Titolo originale: Rosemary's Baby
  • Autore: Ira Levin
  • Traduttore: A.Veraldi
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2005
  • ISBN-13: 9788804537687
  • Pagine: 183
  • Formato - Prezzo: Brossura - (fuori catalogo)

3 Commenti a “Rosemary's Baby - Ira Levin”

  • 9 febbraio 2010 alle ore 17:46
    polyfilo says:

    quindi il libro è all'altezza del fenomenale film di Polanski?

    ricordo la sensazione di straniamento di vedere la signora Castevet (non so se il personaggio c'è anche nel libro) interpretata dalla stessa attrice che faceva la parte della suocera nella sitcom "vita da strega"...

  • 9 febbraio 2010 alle ore 20:17
    Anonimo says:

    Non lo so perché il film non l'ho visto. Son fifona...
    Il libro è veramente bello (noo la signora Castevet interpretata dalla suocera straccia-maroni di vita da strega??? secondo me inquietantissima)

  • 19 maggio 2011 alle ore 15:30
    Unknown says:

    Ira Levin è un grande autore, ho letto anche "I Ragazzi Venuti dal Brasile", anche quello trasformato poi in un bel film.

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