11 dicembre 2009

Come scrivere un best seller in 57 giorni - Luca Ricci

"Dobbiamo scrivere un romanzo sentimentale, alla Via col vento, guerra di secessione e amori tormentati, soldati e corna." "Ambientiamolo nel medioevo, alcuni alieni rapiscono un gruppo di monaci, un romanzo di fantascienza retroattiva". "Io scriverei un western ambientato ai giorni nostri, dove i duelli con le pistole si svolgono a Wall Street, dopo un conflitto nucleare". Io avanzai l'ipotesi di un thriller con protagonista un anatomopatologo. Avevo sentito dire che gli anatomopatologi andavano per la maggiore nei best seller, anche se avrei avuto qualche problema a spiegare quale professione svolgessero di preciso...

Recensione

Luca Ricci ne ha per tutti. Per gli scrittori intellettualoidi che giocano ancora al bohémien maudit, intellettuali snob che non si sporcano le mani con il mercato editoriale, che infarciscono i testi di citazioni auliche, di sperimentazioni avanguardiste fuori moda e fini a se stesse, che si rintanano in torri d'avorio inaccessibili al lettore (per lo meno a quello medio...), che addirittura disprezzano il lettore e mettono le mani avanti giustificando i loro fallimenti editoriali ("Io rimarrò per sempre inedito! Pubblicare equivale a ruttare!"). Ma ne ha anche per gli scrittori di best seller, proni al mercato, per i quali "il lettore ha sempre ragione", che producono (e il verbo non è casuale) libri dal sapore identico (per tutti uno stile unico e piatto: difficile distinguere un incipit della Cornwell da uno di Grisham).

Gli scarafaggi parigini (John, Paul, George e Ringo!), nella loro ingenuità, si divertono a smascherare i vizi degli uni e degli altri, burlandosi delle arie da intellettuali dei primi e giocando con la ricetta standard con cui vengono sfornati i best seller (linguaggio medio, narratore trasparente in terza persona, una serie pirotecnica di colpi di scena, tanta azione e poca riflessione, personaggi che si imprimono nella memoria). E non sono così stupidi da non accorgersi che in questo mondo editoriale "non ci sarebbe spazio per Samuel Beckett". Non è quindi un'apologia dell'editoria più commerciale, ma nemmeno un rigurgito cinico contro di essa. Disincanto, sì, ma con una passione letteraria sempre desta. La scrittura di Ricci, infatti, è brillante e colta.

Una narrazione agile e ironica, che è anche una riflessione sullo stato attuale della cultura letteraria ed editoriale. Una favola ambientata nella Parigi di oggi, in cui le blatte si rivelano migliori osservatrici della società letteraria rispetto agli esseri umani. Qualche luogo comune di troppo (sulla letteratura, sui diversi tipi di scrittori, sui rapporti umani) può dare fastidio ma è forse giustificabile, visto che il punto di vista è volutamente ingenuo. Si spera, poi, che l'autore abbia una considerazione un po' più complessa e nuancée del mondo editoriale odierno... Perché se è vero che in quel tipo di editoria non c'è spazio per Beckett, nel quadro che Ricci fa dell'editoria attuale non c'è spazio nemmeno per i piccoli e medi editori che cercano di coniugare vendite e cultura.

Dettagli del libro

  • Titolo: Come scrivere un best seller in 57 giorni
  • Autore: Luca Ricci
  • Editore: Laterza
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • Collana: Contromano
  • ISBN-13: 9788842091004
  • Pagine: 110
  • Formato - Prezzo: Brossura - 9,50 Euro

1 Commenti:

  • 11 dicembre 2009 alle ore 19:37
    sakura87 says:

    Sembra fighissimo.
    Lui in che categoria si mette? ;)

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