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17 maggio 2014

Segnali di fumo - Andrea Camilleri

Da qualche tempo, Andrea Camilleri lancia dei personalissimi "segnali di fumo". Sono foglietti di poche righe cui lo scrittore affida, in totale libertà, quello che gli suggerisce l'estro del momento. Ma che cosa "segnala" Camilleri? Intanto, molta partecipazione per le nostre vicende politiche: soprattutto indignazione per l'assenza di etica, la corruzione, la volgarità, il populismo becero, gli insulti di troppi "politici senza onore" che hanno prodotto fame, disoccupazione, scontro sociale, impoverimento del Paese. Poi, il gusto mai perduto del racconto disteso, dell'aneddoto divertente e rivelatore. Il piacere degli incontri con personaggi del tutto sconosciuti o trattati esattamente alla stessa stregua - famosi come Wislawa Szymborska e il presidente argentino Alfonsìn. Le letture che durano da una vita (Pirandello, Vittorini, Malraux, Philip Roth, Tabucchi) e che suggeriscono alcune sobrie e per niente retoriche considerazioni sull'arte dello scrivere. Infine, il senso - molto umano, ma mai troppo malinconico - del tempo che passa, dell'età che avanza: "... mettiamola così: il tempo è una giostra sempre in funzione. Tu sali su un cavalluccio o un'automobilina, fai un bel po' di giri, poi, con le buone o con le cattive, ti fanno scendere." Ora, Camilleri ha deciso di raccogliere qualche decina dei suoi "segnali di fumo", organizzandoli in una sequenza "narrativa". L'effetto, per il lettore, è quello di una conversazione con l'amico saggio, ironico, affettuoso che tutti vorremmo avere.

Recensione

Andrea Camilleri è giunto all'età di ottantotto anni. La mole del suo bagaglio di esperienze di vita, oltre a quelle culturali, politiche, giustificherebbero un testo narrativo che si allunghi oltre ogni limite, con la tipica ridondanza chi è in avanti con gli anni. Eppure, l'affabulatore Camilleri sceglie piuttosto di ritirarsi, di ridurre a meri segnali di fumo le sue osservazioni, i suoi pensieri e le sue opinioni su campi molto vasti quali l'arte, la letteratura e la politica, ma non solo.

In tal senso va interpretata la pubblicazione di questo testo, che raccoglie centoquarantadue pensierini, per così dire, che a primo acchito possono fare pensare un po' ai Baci Perugina e un po' ai biscotti della fortuna della tradizione cinese. In realtà, malgrado la ristretta dimensione, questi "pensierini" trasudano la capacità dell'autore di plasmare la scrittura, risultando chiaro, sintetico, mai banale e superficiale. Se forse non è abbastanza per far parlare di saggistica, è sicuramente riduttiva l'accezione di aforistica: tra aneddoti, racconti di vita, opinioni politiche, impressioni artistiche fugaci, la raccolta di questi mini testi appare sorprendentemente ricca. Un'antologia di saggistica breve, si potrebbe definire.

Il pregio di questo libro sta nella grande ecletticità del suo autore, che si riversa in pieno nei centoquarantadue testi offerti al lettore: se il commentario politico, fortemente contestualizzato, pare voler accompagnare, in accordo o in confronto, il lettore, gli aneddoti di vita e altre disquisizioni culturali arricchiscono il ritratto di un grande scrittore, con ovvie ricadute sulla sua opera complessiva. Tutti i testi, comunque, sono accomunati dalla grande scrittura di Camilleri, stilisticamente impeccabile eppure così tanto vicina al linguaggio parlato, sì da far sembrare che l'autore conversi con il lettore tra le righe.

Non sono pienamente soddisfatto, invece, della struttura editoriale, che presenta i piccoli testi nudi e crudi, etichettati da una semplicissima numerazione progressiva. Avrei gradito un maggiore lavoro di collezione, ad esempio per aree tematiche, nonché una maggiore contestualizzazione di alcuni testi (fatta eccezione per le opinioni politiche o legate all'attualità, che, proprio per il loro preciso collocamento spazio-temporale, sono in grado di offrire anche una traccia dell'evoluzione, sebbene in tempi ristretti, del pensiero di Camilleri)

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Segnali di fumo
  • Autore: Andrea Camilleri
  • Editore: UTET
  • Data di Pubblicazione: 2014
  • Collana:
  • ISBN-13: 9788851122492
  • Pagine: 146
  • Formato - Prezzo: Brossura - 14,00 Euro 

8 novembre 2010

Germinie Lacerteux - Edmond e Jules de Goncourt

Il capolavoro del naturalismo. Un libro celeberrimo e tuttora sconvolgente: la meticolosa, miniaturistica, narrazione della vita di una domestica che traviatasi per amore passa di rovina in rovina attraverso tutte le fasi dell'abbrutimento (alcolismo, furti, prostituzione) sino alla morte. Il tutto a partire da un caso reale analizzato con il metodo scientifico proprio e tipico degli autori: minuziosa ricerca e descrizione "fotografica" di ambienti e caratteri. Victor Hugo ne scrisse: "È implacabile come la miseria. Ha questa grande bellezza, la Verità. Voi andate a fondo: è il dovere, è anche il diritto". E Flaubert: "Quest'opera mi esalta. È forte, rude, drammatica, patetica e avvincente. Quello che più mi sembra da ammirare è la gradazione degli effetti, la progressione psicologica. È atroce dal principio alla fine, e qualche volta semplicemente sublime".

Recensione

Germinie Lacerteux sancisce l'inizio del Naturalismo e i principi naturalisti sancivano che il romanzo dovesse semplicemente raccontare la verità, una verità oggettiva e documentata. Niente di più semplice allora per i Goncourt che attingere alla "loro" realtà ispirandosi al caso di una domestica che aveva prestato servizio in casa loro.

Germinie Lacerteux, dopo un passato travagliato, riesce a trovare un impiego di cameriera presso una anziana signorina, Mademoiselle de Varandeuil che la tratta gentilmente, come una di famiglia. Germinie non è giovanissima né bella, ma è curata, onesta, lontana dalla volgarità delle altre domestiche. La sua vita viene sconvolta quando incontra un uomo più giovane di cui si innamora. In un primo momento, grazie al suo sentimento, la donna sembra rifiorire, esce dalla sua apatia, è più energica, più positiva. Questo amore però rimane felice e puro solo finché non viene soddisfatto. L'inizio della relazione segna l'inizio di un processo di un graduale ma inesorabile degrado per Germinie: perderà la sua dignità, la sua integrità, i suoi soldi e infine se stessa.

Jules ed Edmond de Goncourt definivano questo romanzo "clinica dell'amore", intendendo l'amore appunto come sintomo di una malattia che può condurre solamente alla tomba, e in quest'opera ce la mettono davvero tutta per dimostrare la loro tesi. Leggendo il romanzo si vede la protagonista spingersi da un eccesso all'altro: alcolismo, furto. Ogni volta mi ritrovavo a pensare che oltre non potesse andare, ma poi lei cadeva sempre più in basso fino alla perdizione totale, all'annullamento completo di se stessa. Leggere di come una donna può arrivare alla sua completa dissoluzione a causa dell'amore, o meglio, del bisogno di essere amata, assistere alla sua perdizione, mi ha comunicato una sensazione di disagio ma al tempo spesso mi ha spinto a chiedermi dove si trovi il confine, la soglia da non oltrepassare perché l'amore non sconfini in ossessione.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Germinie Lacerteux
  • Titolo originale: Germinie Lacerteux
  • Autore: Edmond e Jules de Goncourt
  • Traduttore: G. Gemiani, M. C. Balocco
  • Editore: UTET
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • Collana: Letterature
  • ISBN-13: 9788802081151
  • Pagine: 354
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 16,00
 

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