2 dicembre 2012

Eclissi - Francesco Mastinu

L’Eclissi è il buio, il mare silenzioso del dolore. Riccardo sa che si tratta del suo stato di sopravvivenza, per ovviare a quei ricordi che non osa riportare alla luce, ma a cui non può sfuggire.

Italia, giorni nostri: Riccardo e Alessandro, un incontro che si trasforma in un colpo di fulmine. In un resoconto che dura dieci anni, Riccardo ripercorre la loro vita insieme, dall’innamoramento alla convivenza e ai compromessi dell’età adulta. Fra contrasti, l’assenza e il desiderio di riscatto, la loro storia verrà messa a dura prova. Un percorso doloroso e toccante, nel quale Riccardo dovrà fare i conti con le illusioni e le scelte compiute, in un passato dove l’amore, a volte, rimane l’unica via possibile, ma che da sola non può bastare. Un ritratto accorato, che ci insegna cosa significhi per due persone, ancora oggi, amarsi senza avere tutela del loro legame.

Recensione

A voler essere cinici, spietatamente insensibili, si potrebbe dire che Eclissi è un romanzo a  tesi: la storia di Riccardo e Alessandro vuole argomentare l'urgente necessità di un riconoscimento  giuridico delle coppie di fatto (anche) omosessuali e rivendicare la legittimità di un amore nè  normale né diverso. Se è indubbio, almeno per chi scrive, il raggiungimento convincente degli  obiettivi prefissati, non si può tacere la sorprendente grandezza di un romanzo d'esordio che è molto di più, fosse solo per gli evidenti indizi di talento e per il coinvolgimento di una  storia che non può lasciare indifferenti, tanto è ben ponderata e costruita.

Se c'è un merito piuttosto forte che deve esser riconosciuto a questo libro è l'aver gettato una  luce sul panorama dei romanzi italiani a tematica lgbt, un mare  monstrum che raccoglie simil harmony, romanzi di alta qualità e romanzetti di genere che scimmiottano  una particolare narrativa statunitense, il tutto dominato da una spaventosa mole di cliché e  stereotipi. Un'operazione che sembra compiersi in questo romanzo è dunque il tentativo di scuotersi  di dosso cliché e luoghi comuni, puntando a una storia che concilia l'universalità del messaggio e la  particolarità del vissuto dei suoi personaggi, senza ricadere nel banale e nel luogo comune.  Un'operazione complessa, difficoltosa, che parte lentamente.

La prima parte, dedicata alla giovinezza  del protagonista e ai primi anni di frequentazione dell'uomo della sua vita, risulta infatti ancora  pervasa di stereotipi, dalle ambientazioni alle prime vicende da manuale. Riccardo, ventenne  universitario dedito a una movida fatta di discoteche gay e Tequila Sunrise, conosce il molto  più grande Alessandro, uomo vissuto (?), facoltoso dentista; sullo sfondo della solita discoteca,  parte il colpo di fulmine. Tutta la prima parte, che narra gli anni felici della coppia, non riesce a  scollarsi dai soliti luoghi comuni, percorrendo le tappe di un percorso standardizzato: i genitori  che si oppongono all'unione, il ragazzo più giovane che si trasferisce dall'uomo adulto, dunque la  convivenza, e la benedizione definitiva della sacra coppia con la comparsa di un animale domestico  (una gatta), surrogato di un figlio. Il risultato, a voler esser cinici, pare una famiglia da Mulino  Bianco. Al di là degli sviluppi scontati, ciò che finora colpisce è la piattezza dei personaggi, che  vivono una felicità di coppia impalpabile e, in un certo senso, ingiustificata: Riccardo si innamora  perdutamente di Alessandro perché così sembra esser stato deciso, ma dei caratteri di entrambi non  viene (ancora) rivelato nulla. Anche i (pochi) aspetti negativi sono sintomo di una piattezza  generale: l'opposizione ferma dei genitori di Riccardo è tale perché così è stata decisa, dalle  bocche dei genitori fuoriescono slogan tristemente noti, ma vuoti; eppure sarebbe opportuno indagare  anche questi atteggiamenti, dissezionare l'omofobia e scoprire quali meccanismi occulti si celano  dietro il rifiuto di un figlio omosessuale da parte di un genitore.

A questo punto della lettura, se non sono state abbandonate le speranze, si viene clamorosamente  ricompensati. Terminata la breve prima parte, comincia il "vero" romanzo: in un intreccio tra passato  e presente ritroviamo un Riccardo molto più grande, adulto affermato, lo ritroviamo soprattutto solo,  divorato da un dolore che si lascia fotografare, analizzare, dissezionare e comprendere. Sembra quasi  l'applicazione precisa del celebre aforisma tolstojano: laddove gli anni felici di Riccardo son  sembrati stereotipati e privi di profondità, il suo presente è colmo di un dolore che si fa  palpabile, la cui densità coinvolge e travolge il lettore e restituisce un ritratto tangibile e  tridimensionale al protagonista. Emerge allo stesso tempo l'indirizzo tematico di cui si è detto  all'inizio: dopo molti anni di convivenza, la coppia, ormai adulta, viene fotograta nel suo esser  sempre in bilico, nel suo essere in una zona grigia, questa come le tante altre coppie italiane che  per lo Stato non esistono, che prive di un riconoscimento giuridico si ritrovano perse, smarrite,  abbandonate sempre più a se stesse, con il rischio di andare incontro a uno smarrimento perfino  esistenziale - ed è esattamente quel che succede a Riccardo, che innesca così, in un modo  assolutamente lontano da cliché, una prima crisi di coppia. Quando nell'ultima parte arriva la  malattia di Alessandro, impensabile, improvvisa, si fa feroce e disperato l'attacco a uno Stato che  volge le spalle a un amore che si vuole credere diverso, e che tiene distanti il malato dal proprio  amato, solo in virtù di una legge che non li considera una famiglia. Riccardo e Alessandro vanno  incontro a un destino triste, che non ha scuse, e con davvero abile maestria l'autore concilia la  personale storia dei personaggi al destino di tante coppie che tuttora, nell'ombra, si ritrovano  nella medesima condizione.

Partendo dunque da premesse non particolarmente incoraggianti, l'inatteso risultato è  convincentemente positivo. Il percorso del romanzo sembra restituire la crescita del suo autore,  capace di una scrittura immediata, stilisticamente semplice, ma indubbiamente efficace, forte e  feroce nelle sue immagini; una scrittura agile, soprattutto, perché non rischia mai di scivolare nel  patetico e nello stucchevole (pochi possono vantare un simile equilibrio). Non è poco, inoltre, se si  considera che si è davanti a un romanzo d'esordio: la scrittura pare davvero quella di uno scrittore  navigato.

Davvero apprezzabile è la costruzione dell'intreccio narrativo: l'autore con grande abilità gioca con  il lettore, lo inganna (lascio a voi la scoperta agghiacciante dell'inganno), si muove con destrezza  tra passato e presente; osa persino combinare e scombinare le scelte narrative, narrando al presente  e al passato, in prima e in terza persona, toccando persino la seconda persona.

Una grande prova, dunque, un romanzo che vuole distinguersi e ci riesce, che alza la voce e s'impone.

Giudizio:

+4stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Eclissi
  • Autore: Francesco Mastinu
  • Editore: Lettere animate
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • Collana: Raccontando
  • ISBN-13: 9788897801429
  • Pagine: 192
  • Formato - Prezzo: Brossura - 13,00 Euro

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