17 maggio 2012

Il rosso e il blu - Marco Lodoli

Marco Lodoli non è soltanto uno scrittore, ma anche un insegnante, un professore nelle scuole superiori. Ogni giorno, in presa diretta si incontra e scontra con la scuola, con gli studenti e con il difficile e appassionante mestiere di insegnante.
In "Il rosso e il blu" abbandona la finzione narrativa e, attraverso brevi ma folgoranti osservazioni, affronta i molti "cuori ed errori" che sono disseminati nella scuola italiana, e di cui è testimone quotidiano, esprimendo così il suo punto di vista sui tanti temi che entrano nel dibattito pubblico sull'educazione scolastica e i giovani di oggi: dal momento topico dell'esame di maturità alla piaga emergente del bullismo; dalla straniante e defatigante esperienza delle gite di classe al problema della droga. Dall'angoscia degli studenti per il loro futuro, alla sintonia magica che talvolta si crea con il loro professore.
Si delinea cosi un percorso mai scontato, dove la chiarezza espressiva è contemperata dalla profondità di giudizio. Gli errori della scuola sono solo un aspetto della questione. Non avrebbero senso e importanza, se dietro di essi non ci fosse la passione, insomma i cuori.

Recensione

Che si tratti di un libro scritto da un professore lo denuncia subito il titolo: solo un animo da insegnante 'inside' poteva scegliere di citare la coppia antitetica letteraria per eccellenza, dal classico di Stendhal 'Il rosso e il nero'.

Lodoli proclama di essere contro un altro recente successo editoriale, e poi anche cinematografico, di genere, La classe di Begaudeau: la scuola, nella sua idea non deve sostituire la funzione genitoriale e neppure rinunciare alla missione didattica in nome di astratti e buonisti principi educativi. Non deve essere pura poesia e introduzione al mestiere di vivere.

I ruoli di docente e discente devono rimanere distinti e su sponde diverse, magari non opposte, con la ricerca condivisa di una pacifica convivenza: se è compito del corpo docente impegnarsi a sfuggire al cliché dell'insegnante sfigato e depresso, stantio e lontano anni luce dalle nuove generazioni, è invece dovere degli studenti sforzarsi di capire che i sacrifici loro richiesti non sono vani.

Scrive davvero molto bene Lodoli, riunendo in una serie di piccoli cammei i tratti salienti di un'esperienza umana, quella scolastica, trasversale e comune a tutti i tempi, i mondi e i luoghi e realizzando come delle istantanee di momenti che sono parte di una memoria collettiva universale: le occupazioni, le gite scolastiche, gli esami, le controversie, gli abbandoni, i colleghi che vanno in pensione.

Manca un intreccio vero e proprio perché il racconto si risolve in una giustapposizione di brevi quadri che coprono tutto l'arco del calendario scolastico, quasi come una raccolta di pezzi pubblicati su quotidiani - Lodoli scrive spesso di scuola su Repubblica - e assume anche un taglio cronachistico, con commenti a episodi di bullismo o a tentativi di riforma malriusciti.

Fa tenerezza la scena del prof che si trova a millantare un rapporto con Riccardo Scamarcio, introvabile dopo un primo contatto, per recuperare un minimo di credito con gli scolari, come invece lascia agghiacciati l'episodio della ragazza che simula la morte della madre, ricevendo così anche una colletta da parte di compagni e insegnanti beffati e benpensanti.

Se l'autore si prefigge l'obiettivo di allontanare dai racconti a tema 'scuola' quell'atmosfera di nostalgica malinconia che, a suo dire, costituisce un abusato luogo comune di genere, bisogna ammettere che non ci riesce, anzi: la sua ricostruzione di un mosaico emotivo fatto di tanti tasselli comuni, ognuno con una sua sfumatura diversa, ma comunque tutti nella gamma dell'amarcord, si presenta senza falsi buonismi, ipocrisie e rinunciando alle tentazioni celebrative ma con il sottofondo inevitabile di un sentimento di nostalgia per i giorni felici della scuola, sia per i professori sia per gli studenti.

Il valore di questa inchiesta/testimonianza sul sistema scolastico, che si legge d'un fiato tra ricordi più o meno recenti, più o meno piacevoli, visto senza gli schematismi tecnici e senza alcuna pesantezza ideologica sta nel ricordare, sfiorando la banalità, forse, ma conservando una visione etica dei principi alla base dell'istituzione caposaldo della democrazia, che l'aula è soprattutto un luogo vivo, tra i banchi e dietro le cattedre.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Il rosso e il blu
  • Autore: Marco Lodoli
  • Editore: Einaudi
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • Collana: Super ET
  • ISBN-13: 9788806201029
  • Pagine: 155
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 15,00

2 Commenti a “Il rosso e il blu - Marco Lodoli”

  • 17 maggio 2012 10:46
    Cirano says:

    come insegnante ho letto tutti i suoi libri e spesso mi ritrovo nel mondo scolastico che racconta, dove la realtà supera spesso la fantasia.

  • 17 maggio 2012 11:57
    polyfilo says:

    si, è molto realistico... si sente che è del mestiere!

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