8 maggio 2011

Grazie a Dio è venerdì - Franco La Torre

Non si finisce mai di conoscere, soprattutto a Gerusalemme. È questo lo spirito che ha accompagnato Franco La Torre in venti anni di viaggi in Palestina. Qui ha incontrato e condiviso esperienze, paure ed emozioni con David Grossman e Suad Amiry, Mustafà Barghouti e Yossi Beilin, Tano D'Amico e Marina Rossanda. Attraverso i dialoghi, gli incontri, le suggestioni di una terra afflitta ma dove non si è ancora persa la speranza, l'autore ci restituisce il suo lungo percorso alla strenua ricerca di risposte sul conflitto arabo-israeliano. Richiamati alla mente dai profumi di erbe fresche e di caffè, dal brivido dei missili di Saddam o dal sapore di spezie, le storie e i ricordi si snodano tra le strade della città vecchia di Gerusalemme, sulle alture del Golan, per i villaggi della Striscia di Gaza. Immerso tra i colori di questa terra, Franco La Torre ci regala un libro dove prevale il desiderio di volersi liberare dai preconcetti e di voler comprendere interamente le ragioni profonde del più lungo conflitto contemporaneo.

Recensione

Franco La Torre si definisce un esperto in cooperazione internazionale allo sviluppo. In questo libro ha raccolto la sua ventennale esperienza nel conflitto arabo-israeliano: la coordinazione delle Ong in Palestina all'inizio degli anni Novanta, l'Ecomed (Agenzia per lo sviluppo sostenibile del Mediterraneo), e il progetto Roma per la pace a Gerusalemme.
Si tratta di un libro prezioso, ricco di contenuti, che pur chiedendo poco al lettore più digiuno in materia riesce a dare davvero molto; facile da leggere, restituisce un quadro ampio, ricco, stratificato sulla difficilissima e ambigua, sempre difficile da definire, situazione in Israele e Palestina, ripercorrendo la storia ed i tempi del conflitto, le modalità e le difficoltà delle trattative di pace.

Il punto di forza di questo libro sta nel giocare con lo stile, muovendosi tra il racconto romanzato e quello giornalistico. L'autore sapientemente mescola ai suoi reportage la sua storia personale, le sue esperienze, i suoi pensieri e le sue preoccupazioni vissute in Terra Santa, muovendosi così agevolmente su più livelli, dalle più grandi irrisolvibili questioni, sullo scenario internazionale, ai piccoli problemi di tutti i giorni. C'è un intero capitolo dedicato, ad esempio, all'aeroporto Ben Gurion, alla paranoia estrema dei controlli di sicurezza, che l'autore stesso ha subito in prima persona. In un altro, la difficile convivenza tra le tre religioni monoteiste viene rievocata a partire dalla manutenzione del Santo Sepolcro, con tutti i suoi riti particolari. Ma ancora più significativa è la capacità dell'autore di restituire fatti di cronaca senza peccare di eccesso di emotività né, d'altra parte, di una distanza troppo fredda: così come quando racconta l'arresto, gli interrogatori e la prigionia di un uomo palestinese, prelevato dalla polizia israeliana per un eccesso di paranoia. E potenti sono le immagini impiegate per esprimere il terrore degli israeliani, che ogni giorno prendono un autobus sapendo di poter saltare in aria, e dei palestinesi, costretti a vivere sotto occupazione.

Il tutto è arricchito da citazioni di personaggi autorevoli, come Edward Said e David Grossman, e da un affresco notevole di personaggi coinvolti, dalla realtà quotidiana allo scenario internazionale.

Un libro importante, dunque, una memoria importante, un ottimo punto di partenza per chi vorrebbe sapere di più sulla questione israelo-palestinese, lontano dai pregiudizi e dalla fredda anestesia di uno schermo televisivo.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Grazie a Dio è venerdì
  • Autore: Franco La Torre
  • Editore: Iacobelli
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • Collana: Frammenti di memoria
  • ISBN-13: 9788862521062
  • Pagine: 215
  • Formato - Prezzo: brossura - 14,00 Euro

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