18 maggio 2009

Diario di lettura di Raimondo: L'insostenibile leggerezza dell'essere



Diario di Lettura secondo


Sarete sicuramente concordi con me nel dire che leggere un libro è come conoscere una persona, una persona che potrebbe diventare uno dei vostri migliori amici, ma anche uno dei vostri più grandi rimorsi. Il libro, o meglio l'amico, di cui vi voglio parlare in questa nuova pagina di diario è il mio caro amico L'insostenibile leggerezza dell'essere. Tutti voi avrete, spero, un migliore amico, e tutti voi avrete di certo litigato con questo vostro migliore amico, a volte avrete addirittura pensato di odiarlo, di non poterlo più soffrire, avrete forse giudicato la vostra amicizia insostenibile, vi sarete quindi guardati intorno pensando di trovare proprio dietro l'angolo un nuovo migliore amico, come se di migliori amici ce ne fossero a bizzeffe e a buon mercato. Se quello a cui avete pensato è rimasto ancora il vostro miglior amico sarete di certo usciti da questa incomprensione ancora più forti ed ancora più migliori amici (concedetemi l'erroraccio). Se vi riconoscete in quello che avete appena letto allora capirete meglio ciò che vi accingerete a leggere a breve. Con L'insostenibile leggerezza dell'essere, che tra amici si fa chiamare Lilde ho avuto un rapporto di certo non idilliaco, ma dopo parecchie incomprensioni posso oggi affermare senza alcuna ombra di dubbio che tra noi due è nato un fantastico rapporto di amicizia che, data l'immutabilità di Lilde e la mia maturità (perché è ovvio che sono un uomo maturo), è un rapporto destinato a durare molto a lungo.



L'insostenibile leggerezza de L'insostenibile leggerezza dell'essere


Nemmeno dopo un'attenta rilettura sono riuscito a trovare un solo piccolissimo difetto a questo superbo libro. Raffinato nello stile, mai volgare, nemmeno quando descrive il desiderio di svuotare l'intestino nella tazza del bagno, riflessivo in ogni paragrafo, affronta la coscienza umana alla maniera della conoscenza pulviscolare di Stendhal. Insomma, un gran bel libro.
Spaventato dall'incipit del libro, che si presenta con la misteriosa idea dell'eterno ritorno di Nietzsche, decisi di affiancare questo libro sulla leggerezza con un libro un po' più leggero. Non so se feci la scelta giusta. Fatto sta che pur amando ogni singola pagina del libro, predilessi l'altro. L'altro lo iniziai e lo finii, un altro ancora lo iniziai e lo finii. Insomma l'altro, o a questo punto gli altri, mi coinvolgevano, mentre questo libro privo di difetti, elegante, riflessivo non riusciva a coinvolgermi. Mi convinsi che per godere appieno di questo libro, bisogna leggerlo senza altri disturbi letterari. E così feci. Ma incomprensibilmente diminuì drasticamente la mole di parole e pagine divorate dalla mia sapiente menticina. Mi preoccupai seriamente. Decisi quindi di tentare un ultimo, disperato tentativo. Riempii la vasca da bagno con acqua bollente, versai i sali rilassanti, accesi gli incensi profumati, attivai l'idromassaggio e posai con leggerezza questo straordinario libro accanto alla vasca, mi creai, insomma, una atmosfera da sogno, ideale per la lettura. O almeno questo pensavo. Così non fu. Avrò esagerato con il sale e mi rilassai eccessivamente, oppure sarò stato sopraffatto dall'intenso incenso, o le vibrazioni dell'idromassaggio non collimarono con la lettura del delizioso libro in questione, non so, magari tutti e tre. Fatto è che il mio ingegnoso esperimento fu un vero e proprio disastro: non superai le due pagine. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Infatti fu il mio bello e profumato bagnetto che mi fece esclamare Eureka. Posato dunque il meraviglioso libro, cominciai a canticchiarmi una leggera canzonetta di musica leggera sbattendo ritmicamente le mie nocche contro il bordo della vasca. Immersi quindi tutto il mio corpo continuando a canticchiare e noccheggiare. Il noccheggio sopracqueo mi apparve come un rumore acuto che entrava nel mio corpo attraverso l'orecchio, il noccheggio subacqueo, invece, mi apparve come un rumore ottuso che mi entrava si attraverso l'orecchio, ma non nel corpo bensì nell'anima. Poteva essere questo uno spunto per la soluzione finale? Un'altra cosa notai con entusiasmo: nella mia sopracqueità avvertii un leggero senso di pesantezza, nella mia subacqueità fu invece una pesante leggerezza a far da padrona incontrastata. Ero quindi vicino alla soluzione, ma ancora sentivo un abisso tra me e lei. Qualche idiota potrebbe semplificare questi notevoli piccoli successi con inutili disquisizioni sulla maggiore densità dell'acqua rispetto all'aria o sventolandomi in faccia il principio di Archimede. Me ne infischio. Io la penso come la penso, punto. Ma riprendo. Mi mancava ancora un piccolo immenso tassello per ultimare il puzzle. Ma l'ultimo tassello di un puzzle è in genere facile da trovare e facilissimo da disporre. Diremo che io lo avevo perso, dovevo ritrovarlo. Non fu facile. Dovetti soffrire fisicamente in maniera indicibile per trovarlo, soffrii e lo trovai. Rilassatomi sufficientemente, arrivò il momento dello shampoo. Avessi avuto lo shampoo per bambini che non brucia gli occhi oggi voi non sareste qui a leggere il mio diario, perché non lo avrei scritto. E' impossibile trovare parole che possano anche solamente avvicinarsi al piacere ed alla leggerezza che si prova nel massaggiarsi la testa schiumata, ma proprio sul più bello, quella beata schiuma mi attaccò gli occhi con una violenza insostenibile. Fu allora che, mentre cercavo, ad occhi ermeticamente chiusi e sofferenti, di mettere fine alla mia sofferenza, fu allora che finalmente capii che la leggerezza dell'essere è insostenibile. Non mi coinvolse, non mi entusiasmò, la leggerezza del libro fu per me insostenibile, ma lo amai come Tomas amò Tereza. Ciao Lilde.

Dettagli del libro

  • Titolo: L'insostenibile leggerezza dell'essere
  • Titolo originale: Nesnetiselnà lehkost bytì
  • Autore: Milan Kundera
  • Traduttore: Giuseppe Dierna, Antonio Barbato
  • Editore: Adelphi
  • Data di Pubblicazione: 1989
  • Collana: Gli Adelphi
  • ISBN-13: 9788845906862
  • Pagine: 318
  • Formato - Prezzo: 10,00 Euro

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