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28 novembre 2011

Intervista a Antonella Monterisi, autrice di "Dimitri e l'asteroide"

L'autrice

Antonella Monterisi è nata nel 1988 a Bari.
Sin da piccola è stata affascinata dal mondo della scrittura e dalle sue infinite possibilità, dai mondi particolari e del tutto originali che si possono creare solo mettendo delle parole su carta, una dopo l’altra, come se si stesse dipingendo una fantasia.
Ha sempre scritto, ma solo nell’ultimo anno ha deciso di dedicarsi appieno a questa sua passione e ha partecipato ad alcuni concorsi letterari ottenendo discreti risultati. Ha pubblicato un racconto grazie al concorso Giallo di Romagna dal titolo Il lato macabro dell’arte ed uno con FreaksEdizioni nel volume 'I brevissimi' intitolato L’esercito del bene, nonché uno con IoRacconto3 (“Il barbone”) nella sezione narrativa. Con Dimitri e l'asteroide, ha deciso che è arrivato il momento di provare a fare un passo un po' più grande: la pubblicazione di una raccolta di racconti tutta sua e, nel frattempo, è occupata nella stesura del suo primo romanzo fantasy.



Il libro

Cosa hanno in comune un alieno verde, un bambino che vuole fare l’astronauta, un elfo che sembra uno gnomo ed un mantello spiegazzato?
E se ci aggiungessimo anche quattro ragazzi in montagna, un fantasma di dodici anni, tre monete, un cane e un orsacchiotto?
Ecco che avremmo ottenuto i protagonisti particolari e, a loro modo, un po’ matti di questo libriccino, nato per allietare le ore dei più grandi e dei più piccini.
Questo volume vi aprirà dunque le porte verso un mondo fantastico fatto di strane creature e persone come tante, tutte miscelate insieme a dare un piccolo quadro di immaginaria realtà.



L'intervista



Ciao Antonella, innanzi tutto complimenti, sei giovanissima e hai già una raccolta di racconti nel tuo curriculum.

Grazie Valeria, in effetti mi sono dovuta impegnare molto per riuscire ad arrivare fin qui.


1) A che età hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinta a farlo?

Non ricordo precisamente a che età ho cominciato. Ricordo però che la mia prima raccolta di racconti, un quaderno a righe tutto sgualcito, risale ai tempi in cui facevo le elementari. Mi è sempre piaciuto scrivere, è come se facesse parte di me. All'inizio rammento di aver cominciato per poter cambiare i finali dei libri o dei film che non mi erano piaciuti. Ho sempre amato il lieto fine, non ce la facevo proprio a vedere i miei personaggi preferiti morire. Poi più tardi ho iniziato ad inventare storie che fossero totalmente mie, lasciando libera la fantasia.


2) Con Dimitri e l'asteroide ti rivolgi ad un pubblico di giovanissimi, perché hai scelto questo target? Pensi di dedicarti esclusivamente alla letteratura per l'infanzia o in futuro ti piacerebbe scrivere qualcosa per un pubblico più adulto?

Innanzitutto perché adoro le storie per bambini. I più piccoli hanno dentro di loro un fascino ed un'innocenza che poi negli adulti viene a mancare. Sono dei sognatori, non ancora imbruttiti dalla vita ed è bello poter scrivere per loro. Aiuta ad immergersi ancora in quel mondo dell'infanzia troppo spesso dimenticato o messo da parte. Sicuramente mi piacerebbe scrivere ancora testi per i più piccini. Proprio in questo momento sto lavorando ad un progetto fantasy per un target di età maggiore, anche se rientra comunque nella letteratura per ragazzi.


3) I racconti di Dimitri e l'asteroide hanno ambientazioni molto diverse fra loro, da dove trai l'ispirazione? Cosa stuzzica di solito la tua fantasia?

L'ispirazione in realtà arriva nei momenti più impensati e nasce dalle piccole cose del quotidiano. Ad esempio la storia su Claudio, il bimbo che voleva fare l'astronauta, è nata ascoltando l'oroscopo in televisione e quella di Dimitri da una domanda che mi è capitato di leggere su di una rivista: "Cosa c'è al centro dell'universo?". Poi è la fantasia che fa il resto.


4) Spesso nei tuoi racconti c'è una morale. Qual è il messaggio più importante che ti piacerebbe comunicare ai tuoi lettori?

Di messaggi da far arrivare ce ne sono tanti, ma credo che la cosa più importante da trasmettere ai bambini sia la voglia di inseguire i propri sogni, senza arrendersi mai.


5) Ti ricordi il primissimo libro che hai letto? Che età avevi? Ti ha lasciato un ricordo particolare?

Dunque, il primissimo libro che ho letto era uno di quei volumi cartonati con le scritte enormi che si regalano ai bimbi proprio piccoli. Credo di aver avuto all'incirca quattro o cinque anni, visto che ho imparato a leggere all’asilo. Parlava di una micina che andava allo zoo e dava da mangiare agli animali. Ricordo ancora col sorriso quel volume perché mi piaceva talmente tanto che avevo finito per impararlo a memoria. C'erano molte figure e amavo sfogliarlo la sera prima di andare a dormire.


6) Le tue storie hanno tutte un ambientazione fantastica. Il fantasy è il tuo genere preferito come lettrice? E come scrittrice?

Un genere preferito in realtà non lo ho. Amo il fantasy, ma anche i gialli, i thriller, gli horror e i romanzi storici. Sembrerà strano, ma davvero, leggo di tutto. Però come scrittrice, sì, preferisco il fantasy. Più che altro perché mi lascia libera di inventare tutto, ma proprio tutto, quello che mi salta in mente senza che mi debba preoccupare che possa essere reale oppure no.


7) Molti credono che scrivere racconti per ragazzi sia semplice perché non richiede l'invenzione di trame particolarmente sofisticate, tu cosa ne pensi?

Non credo che sia così. In effetti penso che sia molto difficile scrivere racconti per ragazzi, perché ci sono parecchie cose da tenere a mente: innanzitutto bisogna inventare dei mondi completamente nuovi di sana pianta, ed è più complicato che far agire i personaggi nel mondo reale che già tutti conosciamo. E poi bisogna creare dei personaggi e farli muovere in questi mondi facendo sembrare le loro personalità e le loro azioni perfettamente consone al nuovo ambiente che abbiamo creato. Di trame se ne possono ordire disparate, anche parecchio complicate, sia che si scriva per ragazzi, sia che lo si faccia per gli adulti. E' ovvio che nei racconti brevi non si può inventare trame troppo complesse, a prescindere dal target a cui ci rivolgiamo, altrimenti si rischierebbe di creare solo una gran confusione nella mente del lettore.


8) Sei una scrittrice esordiente: che idea ti sei fatta del mondo dell'editoria italiana? Cosa bisogna fare per portare il proprio romanzo all'attenzione di una Casa Editrice disposta a pubblicarlo?

Questo è un argomento piuttosto complicato. Ci sono molte persone in Italia che vorrebbero fare gli scrittori e, di conseguenza, sono nate parecchie case editrici che cercano di guadagnarci sopra. Bisogna stare attenti, rivolgersi esclusivamente a quegli editori che sono chiari a riguardo e che pubblicano non a pagamento. Io sono stata molto chiara sin dall'inizio con le case editrici a cui mi sono rivolta e sono riuscita a ricevere ben due proposte non a pagamento da due case editrici differenti. Il mio consiglio è d'informarsi prima d'inviare il proprio manoscritto, non solo sul pagamento di un'eventuale pubblicazione, ma anche sul target a cui la casa editrice si rivolge e sul tipo di opere che cerca. In modo da non mandare a casaccio il proprio testo ed evitare di far perdere tempo a voi scrittori e alle case editrici oneste, già sommerse di lavoro.


9) Che progetti hai per il futuro? Stai già lavorando a qualcosa di nuovo?

Come dicevo prima, sto lavorando ad un romanzo fantasy per ragazzi (dai 14 anni in su). Si tratta di un progetto piuttosto ambizioso perché la trama è abbastanza complessa, a differenza di quelle più semplici incontrate nella raccolta di racconti. Spero vivamente di riuscire a completare il libro entro la fine dell'estate prossima. Poi, per dopo, ho già un'altra idea in mente: un romanzo per bambini (dagli 8 anni in su questa volta) davvero molto carino che ha come protagonisti una bambina e il suo gatto e tanta fantasia. Poi si vedrà cos'altro mi verrà in mente.


Grazie per il tempo che ci hai dedicato.

Grazie mille a voi per l'intervista e l'attenzione che mi avete dato. Per un'esordiente è davvero molto importante.

9 novembre 2011

Dimitri e l'asteroide e tante altre storie per bambini - Antonella Monterisi

Cosa hanno in comune un alieno verde, un bambino che vuole fare l’astronauta, un elfo che sembra uno gnomo ed un mantello spiegazzato? E se ci aggiungessimo anche quattro ragazzi in montagna, un fantasma di dodici anni, tre monete, un cane e un orsacchiotto? Ecco che avremmo ottenuto i protagonisti particolari e, a loro modo, un po’ matti di questo libriccino, nato per allietare le ore dei più grandi e dei più piccini. Questo volume vi aprirà dunque le porte verso un mondo fantastico fatto di strane creature e persone come tante, tutte miscelate insieme a dare un piccolo quadro di immaginaria realtà.

Recensione

Nove racconti semplici ma affascinanti, che nulla hanno in comune se non la fantasia dell'autrice e un sincero desiderio di divertire i lettori più giovani.
Si tratta di piccole favole che fondono fantasia e realtà nelle combinazioni più varie, l'inventiva dell'autrice infatti non predilige un'ambientazione particolare ma, viaggiand dai miti greci ai fumetti alle favole della grande tradizione crea tanti piccoli mondi in cui intraprendenza, coraggio  e un pizzico di anticonformismo la fanno da padrone. Elfi, alieni, fantasmi e supereroi un po' particolari stuzzicano l'immaginazione del lettore e al tempo stesso permettono di affrontare temi come il rapporto genitori e figli, l'importanza di realizzare i propri sogni, il valore dell'amicizia e i cambiamenti della crescita.

Antonella Monterisi ha il pregio di possedere un linguaggio delicato e fresco, che le permette di rivolgersi ai suoi lettori in modo adeguato alla loro età, senza però cadere nell'errore di trattarli come incapaci di intendere e volere. I racconti sono di durata variabile, alcuni abbastanza lunghi, altri veloci come un respiro, ma tutti hanno quel quid (vogliamo chiamarlo un cuore?) in grado di catturare l'attenzione del lettore e restare impressi nella memoria una volta chiusa l'ultima pagina del libro. Unico racconto che ho trovato poco soddisfacente è stato Vita da cane, che mi è sembrato mancasse un po' di consistenza, mentre Le tre monete meriterebbe forse di essere leggermente allungato, la seconda parte è troppo affrettata, con il rischio di apparire sconclusionata. Nel complesso, comunque, si tratta di una buona prova d'esordio e mi pare che l'autrice abbia fantasia e capacità comunicative a sufficienza per staccarsi dai modelli più tradizionali di letteratura per l'infanzia, la cui impronta è, a volte, un po' troppo evidente.
Vale la pena, infine, di segnalare le simpaticissime illustrazioni che accompagnano i racconti, realizzate da Valentina Lorizzo, veramente ben fatte.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Dimitri e l'asteroide e altre storie per bambini
  • Autore: Antonella Monterisi
  • Editore: Booksprint edizioni
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • ISBN-13: 9788865954294
  • Pagine: 172
  • Formato - Prezzo: Brossura - 12,90 Euro

8 ottobre 2010

Wingsworld, il mistero della pietra di Leda - Francesco Ruccella

"Il mistero della pietra di Leda" è il primo libro della saga di Wingsworld, un fantastico mondo abitato da meravigliose creature.
Leda è una giovane wingson, carina, vivace e intelligente. Come tutte le ragazze, ama passare le giornate a divertirsi con le amiche, correndo dietro al ragazzo più ambito del paese, che non la degna di uno sguardo, e detesta la scuola!!! Ma ciò che aspetta con più ansia è il giorno in cui, finalmente, riceverà il suo medaglione. Un medaglione magico che ricevono tutti i wingson all'età di 17 anni. In ogni medaglione comparirà, al centro del ciondolo dorato, una pietra colorata. Il colore della pietra stabilisce quali strabilianti poteri il wingson, da quel momento, sarà in grado di gestire! Inoltre, con il medaglione, inizieranno a crescere sulla schiena di tutti i wingson delle grandi ali bianche, che permettono loro di volare ad altissima velocità! Finalmente, anche per Leda arriva il grande giorno! Ma non sa ancora che qualcosa sta per accadere... Qualcosa di imprevisto... Qualcosa di inspiegabile... Qualcosa che cambierà la sua vita per sempre.

Recensione

Leda ha 17 anni, un'età importante e complicata, soprattutto quando si abita a Wingsworld. In questo caso, infatti, non solo ci si ritrova a fronteggiare quei problemi tipici dell'adolescenza, ma è anche necessario imparare a conoscere e gestire i propri poteri. Perché gli abitanti di Wingsworld, i wingson, hanno ognuno un dono speciale, parte di loro fin dalla nascita ma che si rivela solo all'età di 17 anni, quando ogni giovane riceve un medaglione in grado di risvegliare quei poteri finora rimasti latenti. Ogni medaglione è ornato da una pietra che assumerà il colore corrispondente al particolare tipo di potere del possessore. Solo cinque sono i possibili colori che la pietra può assumere. O almeno così si è sempre creduto a Wingsworld, ma qualcosa accade che mette in crisi le certezze di questo piccolo mondo e stravolge la vita della giovane Leda, ora catapultata in un complesso intreccio fatto di bugie e verità nascoste che affondano le radici in un conflitto che risale a prima della sua nascita.

A una trama ben congegnata e coinvolgente, purtroppo, non si abbina uno stile all'altezza della situazione. Certo il libro è stato scritto con l'intento di rivolgersi a un pubblico di giovanissimi, ma questo non giustifica la scelta di un registro eccessivamente colloquiale e ricco di contraddizioni. Si parte infatti con un linguaggio infantile fino all'eccesso, con un uso smodato di diminutivi e vezzeggiativi sinceramente un pochino fastidioso. Immersi in questa realtà fatta di tenere faccine e rosei musetti si riceve una doccia fredda quando l'autore inizia a parlare di seni prosperosi e perdite della verginità, argomenti che riserverei perlomeno ad un pubblico di adolescenti. E così si prosegue per tutta la narrazione, alternando uno stile infantile a un linguaggio identico a quello che normalmente viene utilizzato da due quattordicenni che spettegolano al telefono, a volte ripetitivo e contraddittorio, per poi invischiarsi nelle parti descrittive in cui improvvisamente l'autore cambia di nuovo registro adottando un tono didascalico degno di un libro di geografia. Ad accentuare questa sensazione di eccessiva colloquialità si aggiunge l'uso di punti esclamativi seminati a profusione in tutto il romanzo, spesso a sproposito, espressione di una certa tendenza del narratore a intromettersi nel racconto forzando nel lettore determinate opinioni e soprattutto giudicando i propri personaggi, a volte pure con eccessivo paternalismo, invece di lasciare che fatti e azioni parlino per loro.
Per contrasto, invece, le conversazioni tra i protagonisti risultano spesso forzate e poco convincenti, oltre che un po' piattine.

Certo l'autore è giovane e probabilmente paga un po' l'inesperienza ma è veramente un peccato perché l'idea di base è originale e potrebbe tranquillamente coibvolgere un pubblico più vasto dei soli ragazzini delle elementari, basta pensare all'incredibile successo di Harry Potter fra il pubblico di tutte le età. In quel caso però l'autrice poteva contare su una trama solida e su un linguaggio che sapeva essere spiritoso e accattivante pur restando curato e volte anche complesso. Perché non è vero che per catturare l'attenzione dei più giovani bisogna parlar loro come sentiamo fare ai ragazzi di "Amici".

Aggiungo un'ultima nota: so che il libro ha trovato un editore ed è in fase di editing, durante la quale si stanno apportando alcuni cambiamenti/correzioni.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Wingsworld, il mistero della pietra di Leda
  • Autore: Francesco Ruccella
  • Editore: Booksprint
  • Data di Pubblicazione: 2010
  • ISBN-13: 9788896344828
  • Pagine: 188
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro
 

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