17 febbraio 2013

Amphibian - Carla Gunn

Cosa accadrebbe se, invece di limitarci a registrare meccanicamente la maggior parte delle notizie che ascoltiamo o leggiamo, magari distrattamente tra un boccone e un altro, riflettessimo costantemente sulla portata e sugli effetti che hanno sulle nostre vite o su quelle delle persone a cui vogliamo bene? Come ci sentiremmo se non riuscissimo a trovare conforto nell’illusoria affermazione che andrà tutto bene, che quello che abbiamo ascoltato volgerà per il meglio quasi magicamente? Ebbene, questo è proprio quello che accade a Phineas Walsh, nove anni e assiduo telespettatore dei programmi di Green Channel, un canale tematico che trasmette documentari sullo stato di salute del pianeta terra e degli animali che lo popolano. Phin è, quindi, un esperto di desertificazione, di animali a rischio di estinzione, di consumo responsabile, di buchi nell’ozono e di scioglimento dei ghiacci. La sua conoscenza dei rischi di disastro ambientale è esacerbata da una sensibilità fuori dal comune che porta Phin a interrogarsi (ma anche a interrogare gli altri) sul perché gli uomini continuino a distruggere l’ambiente in cui vivono e senza il quale sono condannati alla morte. La situazione è per di più peggiorata da altre questioni: la separazione dei genitori, la lontananza del padre giornalista, la morte del nonno, alcuni episodi di bullismo di cui è vittima, l’incapacità degli adulti di prendere sul serio le sue preoccupazioni liquidandole come esagerazioni di bambino dall’immaginazione troppo vivace. La sensazione di essere impotente di fronte agli eventi che accadono intorno a lui, crea in Phin uno stato di ansia costante che alimenta le sue preoccupazioni in un circolo vizioso difficile da spezzare. La decisione della maestra di tenere in classe, chiusa in un terrario, una raganella di White è la goccia che fa traboccare il vaso: Phin sente che è giusto liberare Cuddles (questo il nome della raganella) per riportarlo nel suo ambiente naturale (l’Australia) e, aiutato dal suo amico Bird, passa all’azione.

Recensione

Una persona sola non può cambiare il mondo.
Questa l’ho aggiunta alla mia Lista delle Bugie perché il dottor Barrett dice che non possiamo cambiare il mondo. Mrs. Wardman e il poliziotto, invece, dicono che una persona sola può cambiare il mondo. Credo che sia più probabile che il dottor Barrett si sbagli, perché credo che ognuno cambi il mondo ogni giorno. Per esempio, se Gordon uccide il ragno che ha fatto la sua ragnatela nell’angolo della finestra, allora quel ragno non potrà mangiare tutti i moscerini della frutta che girano attorno alla banana mezza marcia sotto al banco di Kaitlyn e questo significherà molti più moscerini della frutta nel mondo. Vorrebbe dire che Gordon ha cambiato il mondo da solo. E anche che ogni cosa succede per un motivo.

Il personaggio di Phin è un ibrido tra Oskar di “Molto forte,incredibilmente vicino” (J. S. Foer) e Marcus di “Un ragazzo” (N. Hornby). Tutti e tre sono ragazzini di nove anni, con una sensibilità notevole e una saggezza non comune che li rende diversi da tutti i loro coetanei e, per questa ragione, diventano spesso vittime di compagni prepotenti o francamente violenti. Phin trasferisce le incongruenze della realtà che lo circonda nelle vicende di Reull, un pianeta abitato dai Gorachs, esseri insensibili che manipolano i loro stessi simili e usano gli animali per la loro vanità, nonostante questi siano indispensabili per la loro stessa sopravvivenza. Le parti del libro dedicate ai Gorachs sono, secondo me, le più interessanti e originali; rappresentano per Phin l’unico modo per intervenire su una realtà che non lo soddisfa.

Tutti i personaggi appaiono cristallizzati e non c’è una reale evoluzione dei loro pensieri. Il personaggio di Phin non è riuscito a coinvolgermi del tutto nel lento dipanarsi dei suoi pensieri che, pur essendo ben scritti (l’autrice conosce il meccanismo ed è brava a riprodurlo con le parole), diventano dopo un po’ monotoni: non c’è una grande struttura nella trama ma un lungo elenco dei disastri ambientali che vengono sciorinati nel corso di uno dei tanti litigi tra Phin e la madre oppure dettagliati a beneficio dello psicoterapeuta che ha in carico Phin o ancora descritti all’esasperata (e anche poco simpatica) Mrs. Wardman, la maestra.

Gli adulti, ad eccezione della nonna di Phin, sono insensibili e centrati su se stessi: a nessuno, psicoterapeuta incluso (per inciso, uno dei personaggi più odiosi del libro), viene in mente di chiedersi cosa c’è sotto la preoccupazione di un ragazzino di nove anni che non riesce a dormire a causa della distruzione dell’ecosistema dell’orangutan. La mia sensazione è che l’autrice abbia volutamente estremizzato creando una dicotomia quasi manichea: da un lato l’estrema sensibilità verso la natura, la creatività e l’incapacità di trasformare queste potenzialità in azione, dall’altro la normalizzazione, il rispetto delle convenzioni sociali senza alcun senso critico, la scarsa empatia (intesa come capacità di assumere punti di vista diversi dal proprio), il desiderio di risolvere i problemi semplicemente ignorandoli.

Il risultato a me è sembrato artificioso, soprattutto perché verso la fine vi è un’accelerazione improvvisa e il dipanamento della matassa non ha lo stesso spazio dedicato alla descrizione della situazione problematica. Semplicemente a un certo punto gli eventi prendono altre direzioni ma i meccanismi che hanno contribuito a creare il cambiamento sono solo accennati ma non svolti nei dettagli come invece accade per quelli che sono la causa del malessere di Phin.

L’autrice stessa, nella postfazione, scrive che la gestazione del personaggio di Phin è stata lunga e che, a un certo punto, ha capito che doveva arrivare alla fine della storia; secondo me questa decisione “a freddo si riflette sulla conclusione frettolosa.

In conclusione, Amphibian è un libro che pone interessanti spunti di riflessione sul modo in cui gli esseri umani si pongono nei confronti della salvaguardia dell’ambiente e se ne potrebbe ricavare la sceneggiatura per uno di quei film che è piacevole guardare perché sin dall’inizio si capisce come andranno a finire.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Amphibian
  • Titolo originale: Amphibian
  • Autore: Carla Gunn
  • Traduttore: A. Passeri
  • Editore: Miraviglia
  • Data di Pubblicazione: 14 aprile 2009
  • Collana: Atlantide
  • ISBN-13: 978-8889993248
  • Pagine: 256
  • Formato - Prezzo: Brossura - € 17,50

0 Commenti a “Amphibian - Carla Gunn”

Posta un commento

 

La Stamberga dei Lettori Copyright © 2011 | Template design by O Pregador | Powered by Blogger Templates