27 luglio 2016

Noctua - Cristina Lattaro

Attilio Cocci, osannato organista di fama mondiale, accusato di strage, è detenuto in un carcere di massima sicurezza. Quando Vittorio Strinati, un cinico investigatore, gli chiede udienza per recuperare il prezioso spartito che Cocci aveva con sé prima del fermo, Cocci gli propone un patto: ascoltare la sua storia in cambio delle indicazioni. Strinati non crede affatto al racconto insondabile e apocalittico di Cocci e si recherà comunque a Ornello, il paese natale del musicista, teatro dei misfatti per cui Cocci è indagato. Lì si imbatterà in Albinia, il demone indicato da Cocci come il vero colpevole dei suoi capi d’accusa. In un crescendo di colpi di scena e di rivelazioni, un diverso universo prenderà forma insieme alle inedite leggi che lo governano. Strinati si scoprirà pedina di un gioco più grande, dove protagonisti del passato, ombre e antiche profezie sono legate a filo doppio con la stirpe dei Cocci mentre su tutto domina il potere occulto della morte oltre la morte.

Recensione

Esistono vite predestinate? E soprattutto, chi ha una linea già tracciata dinanzi al suo cammino, è condannato a doverla seguire passo dopo passo?
Sembrano questi i dilemmi che scaturiscono, andando oltre la storia dalle tinte horror soprannaturali, dal romanzo di Cristina Lattaro. Esistono delle persone che, in qualche modo, di generazione in generazione, sono destinate a doversi misurare con quanto il dovere e la progenie di sangue loro richiede. Questo significa che, a volte per dei valori supremi, siamo portati a decidere di compiere il destino che gli altri si attendono, anche per evitare i mali che gli altri indicano come dannosi per il nostro microcosmo. Ma poi, la spinta personale a sognare e voler magari inceppare questo meccanismo, dove la lasciamo?
Sono tante le riflessioni che vengono a galla dalla lettura di questo romanzo, e tanti altri non solo sovvengono ma ci accompagnano durante l’esperienza di lettura.
La storia riguarda la comunità di Ornello, una località rurale di poche anime, arroccata in mezzo alla campagna reatina, in luoghi che dal profilo paesaggistico sono capaci anche di mozzare il fiato ma in questo caso sul paese vige la maledizione di Albinia, un demone dei tempi antichi che da umana ha trovato la sua non morte presso il monte Tamburo, una presenza malefica tenuta lontana solo dai gesti dei preti bianchi, i Cocci, una famiglia che tramanda di padre in figlio il dovere di tenere lontano la presenza oscura.
Ma è proprio in occasione della morte di Luca Cocci che qualcosa va storto.
Il suo funerale diventa una carneficina e suo figlio Attilio, destinato a diventare il nuovo prete bianco, viene arrestato con l’accusa di aver ucciso lui i suoi concittadini. La condanna è dietro l’angolo, e nessuno ha dubbi, eppure da questo punto parte il suo resoconto a un legale disincantato, Vincenzo, incaricato dalla fidanzata di Attilio di recuperare un prezioso spartito. Attilio, tornato nel paese natio per ottemperare al suo compito dopo una vita vissuta nel mondo della musica, lontano anni luce dalla vita bucolica del paese, svela a Vincenzo che cosa realmente è accaduto, chiedendogli solo di essere creduto.
Vincenzo riuscirà a ottenere l’informazione a cui ambisce, ma pagherà lo scotto di dover conoscere, realmente, se stesso e lottare per il bene comune.
In un romanzo del genere, dove i dettagli ambientali hanno una loro rilevanza importante, come la scrittrice ci ha abituato nel corso del tempo, ci si confrontiamo nella contrapposizione estrema, e durevole, della lotta tra il bene e il male. Nel destino che così come rende Albinia il male e Vittorio un inconsapevole scintilla di bontà divina, gioca con le vite dei personaggi di questa storia, che si ritrovano loro malgrado, a fare i conti non solo con la predestinazione, ma anche con gli scherzi che la vita può tirare a chi crede di non avere altra scelta.
La trama del libro si rivela essere piuttosto complessa, ma comunque ben architettata, nonostante la scelta di lasciare in alcune parti la gestione delle informazioni dirette al lettore, senza fargliele magari vivere, ma solo raccontate attraverso Attilio. Un dettaglio che riguarda soprattutto la prima parte del romanzo, con la quale, se non si presta la dovuta attenzione, si corre il rischio di perdere un po’ l’intreccio della trama. Nella seconda parte, quando Vincenzo arriverà a Ornello con un improbabile e insperato sostegno, il ritmo cambia, diventando più avvincente e capace di gestire, attraverso i sistemi della suspense, un attaccamento maggiore al racconto, da cui diventerà difficile staccarsi. Si rileva una buona cura dello stile, a parte qualche refuso, la forma è corretta, accattivante, sciolta ma comunque elegante, una delle doti, oltre la capacità descrittiva, che più abbiamo imparato ad amare in Cristina Lattaro.
Noctua è un romanzo intenso e calibrato, che racconta l’orrore non solo delle attività demoniache ma anche di una società che impartisce ruoli privandoti a volte della scelta per un bene comune che potremmo anche non condividere.
Una lettura composita, dedicata agli estimatori del genere horror che vanno al di là della scena per entrare nel vivo della dimensione umana quotidiana.

Giudizio:

+3stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Noctua
  • Autore: Cristina Lattaro
  • Editore: Autopubblicato su Bookeco media
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • ISBN-13: 9788899561109
  • Pagine: 224
  • Formato - Prezzo: € 2,99

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