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19 luglio 2016

Homeron Etark - Francesco Giuffrida

È il tempo di Ilio e degli Dèi. Gli etark, il popolo nativo dell’Oltreoceano, coloro che abitano oltre le Colonne d’Ercole, vedono la propria terra sconvolta da un avvenimento terribile che li condurrà alla distruzione, se non saranno in grado di riscattarsi nei confronti dei loro fratelli umani. Sotto gli intrecci a loro riservati dal Fato, affideranno le loro ultime speranze alla giovane Catlyn e a suo fratello Hero: saranno loro ad intraprendere un epico viaggio che li porterà ben oltre i loro compiti e doveri.
Amicizie, scontri, lotte e amori piomberanno su di loro in un mondo crudo e terribilmente diverso da casa. Incontreranno un eroe elleno senza passato, alla ricerca di imprese e gloria, come loro mandante di un compito senza una fine certa. Si imbatteranno in un nemico temibile.
Se riusciranno a vincere questa sfida sarà forse possibile per gli etark salvarsi, altrimenti non rimarrà altro che l’oblio. Le loro azioni daranno il via ad una serie di eventi che echeggerà nel futuro, anche il più lontano, di tutto il popolo dell’Oltreoceano...

Recensione

Homeron Etark è il primo romanzo di una trilogia a metà tra il genere fantasy ed epico nata dalla creatività e dall’ingegno di Francesco Giuffrida.
Una prima nota di merito va all’autore per la sua coraggiosa scelta di riproporre una versione personale di personaggi molto noti e radicati nel mondo classico dell’epica offrendone una rilettura ed una visione tutta nuova e inaspettata: conosciamo un Odisseo sovrano di Itaca e amante della campagna, reduce di guerra e affabile con il prossimo, che ci propone il suo punto di vista sui grandi eroi del tempo come Achille, Paride, Elena e che ben si mescola con i personaggi frutto della fantasia di Francesco, gli Etark e i Myst, popoli lontani dalle colonne d’Ercole che hanno la loro casa nell’Oltreoceano; oppure un Dedalo innamorato e misterioso, ma anche schivo e riflessivo, di cui non abbiamo forse mai letto nei libri di scuola.

Non è sicuramente semplice smuovere le fondamenta ben solide di figure di questo calibro e popolarità: Giuffrida ha cercato di dare una sua lettura personale dell’Olimpo e delle divinità lavorando molto sul rapporto tra il volere del Fato e l’intervento divino, sottolineando a mo' di morale quanto il libero arbitrio rappresenti un bene irraggiungibile ma fondamentale per l’uomo.
Le sorti dell’umanità non possono dipendere dall’intercessione divina, quanto è legittimo giustificare l’ira di Poseidone che portò Odisseo a vagare per anni per punirlo della sua colpa? Homo faber fortunae suae è il motto che l’autore cerca di far trasparire come un inno alla libertà dell’uomo dal controllo capriccioso degli dei.

Altro grande nucleo del romanzo è rappresentato dal tema dell’amicizia e dell’amore, dell’importanza della collaborazione e del lavoro di squadra: è solo restando uniti che i nostri eroi potranno riuscire nel loro intento, salvare la bella prescelta d’oltreoceano, Lunete, dai tormenti inflitti da forze avverse al popolo Etark.

Homeron Etark è un romanzo particolare, ci ho messo un po’ ad ingranare con la lettura, forse perché non avevo ben chiaro dove l’autore volesse arrivare giocando con capisaldi della mitologia del calibro di Ercole, Zeus, Atena, Afrodite. La storia è abbastanza complicata, l’intreccio non è affatto banale e si presenta con capitoli alternati tra i protagonisti della vicenda e i vari luoghi che si susseguono nel romanzo che si concentra totalmente sulla dimensione del viaggio: gli Inferi, l’Oltreoceano, Itaca, Syracusa, le colonne d’Ercole e tanti altri sono i posti menzionati e visitati dagli eroi di Homeron Etark che partono per portare a termine la loro missione, riportare a casa Lunete.

Lo stile di scrittura è comunque molto scorrevole e soprattutto caratterizzato da un ricercatezza formale che non passa inosservata; c’è molta cura nella stesura di questo romanzo, popolato da numerosipersonaggi, alcuni raccontati meglio rispetto ad altri ma questo forse è dovuto alla presenza di altri capitoli della saga nei quali, mi auguro, si scoprirà molto di più sugli eroi del mondo Etark e non.

La passione dell'autore traspare anche dal grande lavoro che si cela dietro il blog interamente dedicato al romanzo, dove disegni e approfondimenti extra sono un di più rispetto al testo e permettono di entrare in questo mondo tutto nuovo fatto da creature sconosciute e affascinanti.
Sicuramente si tratta di un'opera che incuriosisce e colpisce il lettore, un lavoro di alto livello e con un ottimo potenziale. L’unica pecca per me sta nel tratteggio delle relazioni e dei rapporti tra personaggi che in alcune occasioni risulta essere un po’ ambiguo e poco chiaro: rapporti di amicizia che sembrano tingersi di quel qualcosa in più che rimane come sfuocato ed indefinito. Mi riferisco alle relazioni tra Catlyn, Lunete e Flora, ricche di effusioni ambigue oppure anche al rapporto tra Hero, fratello di Catlyn e Flora, una sintonia che sembra quasi scomparire senza motivazione cosi come il poco chiaro rapporto tra Hero e Lunete che sembrano aver quasi dimenticato entrambi, e non solo il ragazzo, il passato che li lega.

Oltre questo però, il romanzo è davvero una buona base di partenza per realizzare una trilogia che non ha veramente nulla da invidiare ai colossi del genere epico e fantasy. Un grande in bocca al lupo a Francesco Giuffrida che ringrazio per avermi concesso di leggere un particolarissimo lavoro come il suo dal quale traspare tantissimo impegno e passione.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Homeron Etark: Lunete, Il Corrotto E L'oltreoceano
  • Autore: Francesco Giuffrida
  • Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • ISBN-13: 978-1523253524
  • Pagine: 378
  • Formato - Prezzo: Brossura - 9,98 Euro

20 febbraio 2016

Come il mare ad occhi chiusi - Elena Grilli

Un omicidio strano, quello di un barista ritrovato con un foro di proiettile in fronte e misteriosi segni su una mano. Un delitto che risveglia la sonnolenta città di Ancona, desta antiche paure, scuote fino a far emergere segreti che erano sepolti dietro rassicuranti apparenze. Una coraggiosa ragazza usa il suo acume per destreggiarsi in una trama intricata che evolve con ritmo frenetico, sfiorando pericoli e doppi giochi mortali. Uscirne viva è una sfida che non è scontato vincere. Come il mare ad occhi chiusi è un giallo mozzafiato, dove nemmeno la soluzione finale è in grado di offrire il conforto di una certezza. La verità è molteplice, ha più facce e quando il caso sembra risolto, tutto si capovolge di nuovo, per far affiorare segreti ancora più reconditi ed inquietanti. 

Recensione

Il romanzo è piacevolmente scorrevole, con un intreccio interessante, arricchito anche da un enigma ben congegnato che può dare adito a diverse interpretazioni, aumentando l’incertezza di chi è chiamato a risolverlo, come accade nei migliori gialli classici. La vittima, infatti, prima di morire, si era disegnata a penna, sulle falangi della mano sinistra, dei segni a forma di croce il cui significato sfugge alle forze dell’ordine incaricate del caso.

Il punto di vista da cui viene raccontata questa storia cambia con frequenza, passando dalla prima persona, quella della protagonista, alla terza persona, quella dello scrittore onnisciente, per descrivere i personaggi più importanti. In genere si è piuttosto prevenuti di fronte alla modifica del PDV, ma bisogna ammettere che l’autrice riesce a farsi perdonare, trovando uno stile piuttosto personale in questo suo modo di raccontare e mostrando una tale sicurezza nello scrivere che il lettore si dimentica di stare leggendo l’opera di un’esordiente.

Quanto alla protagonista, Dalia, neolaureata in psicologia, è un personaggio molto più complesso di quanto non appaia di primo acchito. È figlia di un generale dei carabinieri con cui è in costante conflitto, perché lei ritiene che il padre sia troppo autoritario nell’imporre i propri punti di vista. Il fatto che Dalia parli in continuazione del genitore –in genere per criticarlo, ma non solo-, sembra voler significare che fra i due sussista una sorta di competizione. Facendo della psicologia spicciola, visto che è questa la materia studiata dalla protagonista, si potrebbe pensare che vi sia una certa attrazione da parte della figlia verso il padre e un certo disprezzo verso la madre, dato non viene mai nominata.
Dalia, oltre ad essere particolarmente intelligente e sicura di sé, è anche estremamente manipolatrice, come si vede nel prosieguo della storia. Diffida anche dei propri sentimenti, nonostante si senta attratta da un giovane, Giacomo, che soprannomina Byron per la bellezza e il mistero che lo circonda, ma si sa che le giovani donne tendono sempre a idealizzare i propri amori, immaginandoli passionali, eroici e ribelli. Buon per Giacomo di non essere zoppo e non soffrire nemmeno di meteorismo, uno dei motivi per cui il poeta inglese assumeva spesso un aspetto tormentato e preferiva ritirarsi in solitudine “a pensare”. Il rapporto conflittuale con il padre si estende, naturalmente, a questo nuovo rapporto attrattivo.

Il racconto si lascia leggere volentieri e si arriva quasi senza accorgersene, grazie anche al numero contenuto di personaggi e capitoli brevi, al finale sorprendente che ribalta i presupposti originali, e che, pertanto, come in genere succede, non potrà soddisfare tutti i lettori. Il mistero da risolvere non consiste nell'individuare l'assassino, particolarmente pasticcione, la cui identità viene rivelata nelle prime pagine del romanzo, ma nello scoprire il mandante degli omicidi.

Il ritmo del racconto rimane sempre sostenuto e buona è anche la caratterizzazione dei personaggi, per quanto a risaltare sia soprattutto quella della protagonista.
L’unica critica che mi sento di fare è che l’azione si svolge ad Ancona, una città che ha un’urbanistica complessa per la sua dislocazione su diversi livelli, dato che sorge su un territorio molto irregolare. Per chi non conosce la città non è facile collegare i luoghi indicati da Dalia. In pratica, tuttavia, la stazione, corso Garibaldi, via Mazzini con le tredici cannelle, via Panoramica, Piazza Roma, Piazza Cavour, Viale della Vittoria, il Passetto e la seggiola del papa, sono tutti luoghi e vie che si susseguono in un'unica direzione, indicativamente da nord a sud, seguendo per quanto possibile la costa che si alza verso il monte Conero. Sarebbe stato accorto da parte dell’autrice mettersi nei panni del lettore per inquadrare meglio i luoghi in cui si sposta la protagonista, dandone una adeguata descrizione logica.

Ciò premesso, non si può che fare i complimenti all’autrice per questa primo romanzo che dimostra notevoli capacità letterarie e farle gli auguri per la prossima opera in cui vorrà cimentarsi.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Come il mare ad occhi chiusi
  • Autore: Elena Grilli
  • Editore: Edizioni Esordienti
  • Data di Pubblicazione: gennaio 2016
  • ISBN-13: 9788866902928
  • Pagine: 233
  • Formato - Prezzo: E-book - euro 6,99
 

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